04/06/2013

NEWS DA BUONGIORNO AFRICA (RAFFAELE MASTO)

C’è una notizia che arriva da Addis Abeba: diecimila persone in piazza per chiedere il rilascio di prigionieri politici, giornalisti, oppositori e iniziative del governo contro inflazione, corruzio...
Ciò che accade in Turchia riguarda l’Africa più di quanto si possa pensare, in particolare riguarda la costa orientale del continente e il Corno D’Africa.La Turchia, sulla carta non fa parte dei BR...

10/05/2013

Eritrea: un regime onnivoro e paranoico

Raffaele Masto ha condiviso un link.

 

Un regime onnivoro e paranoico | Buongiorno Africa
www.buongiornoafrica.it
Un regime onnivoro e paranoico
 
 
 
 
 
 
 
Posted on 10 maggio 2013 by Masto
Vessati, torturati, perseguitati in patria e anche all’estero.  http://www.buongiornoafrica.it/un-regime-onnivoro-e-paran.....
 

 

 

leggi tutto qui: http://www.buongiornoafrica.it/un-regime-onnivoro-e-paran...

 

 

 

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06/03/2013

Dantokpa, Benin. Da porto per la tratta umana a mercato dei nuovi schiavi: i bambini

Viaggio in Benin, paese in cui venivano convogliati e da cui partivano gli schiavi diretti nelle Americhe e Paese in cui i nuovi schiavi sono i bam...

21/02/2013

L’Africa del futuro: crescita economica e Islam?

Mi capita spesso di immaginare come sarà l’Africa nel prossimo futuro, diciamo nel 2030, per esempio. Naturalmente è un esercizio puramente teorico perché la previsione di avvenimenti politici, o s...
 
 
 
 
 
 
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07/02/2013

Mali: gravi violazioni dei diritti umani

Dopo un'indagine sul campo, il 5 febbraio Amnesty International ha pubblicato il suo primo rapporto (in pdf) sul conflitto in corso in Mali [fr]. Nell'introduzione al documento si ribadisce...
 
 
 
 
 
 
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06/02/2013

TUNISIA, OCCORRE UN’INDAGINE URGENTE SULL’UCCISIONE DI CHOKRI BELAID



Segui · 2 ore fa

Je n'ai jamais vu ça... la veuve de Chokri Belaid, Besma Khalfaoui, a surpassé sa peine pour sortir aujourd'hui même et participer à la manifestation de l'avenue Bourguiba.... Une dame si digne et si noble ne peut être que tunisienne...

tunisia,uccisione di chokri belaid














































COMUNICATO STAMPA   DI AMNESTY INTERNATIONAL                                                                                                                 
CS013-2013

BELAID.jpeg

Amnesty International ha chiesto alle autorita’ tunisine l’apertura immediata di un’indagine approfondita, indipendente  e imparziale sull’uccisione dell’esponente politico di opposizione Chokri Belaid, ucciso a Tunisi il 6 febbraio 2013 di fronte alla sua abitazione.

Belaid, figura di spicco dell’opposizione di sinistra, era il segretario generale dei Patrioti democratici e criticava apertamente il governo, denunciando la violenza politica e chiedendo il rispetto dei valori democratici.

L’assassinio di Belaid, il primo del genere in Tunisia, e’ avvenuto nel contesto di crescenti tensioni tra i partiti politici. Esponenti dell’opposizione hanno denunciato di essere stati aggrediti e hanno accusato le autorita’ di non averli protetti adeguatamente.

Negli ultimi mesi, vi sono stati numerosi atti di violenza contro attivisti politici, sedi di partiti e incontri, compresa una riunione cui lo stesso Belaid aveva preso parte, il 2 febbraio. Anch’egli aveva denunciato di aver ricevuto minacce.

‘Le autorita’ tunisine non credano che potranno condannare l’omicidio e tirare dritto. Solo un’indagine pienamente indipendente e trasparente potra’ aiutare a fare luce sulle circostanze dell’omicidio di Chokri Belaid. Mai come oggi occorre che vi sia giustizia’ – ha dichiarato Hassiba Haji Sahraoui, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

‘Due anni dopo l’uscita di scena dell’ex presidente Ben Ali, assistiamo a una crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni che dovrebbero proteggere i diritti umani. Le tunisine e i tunisini non si accontenteranno di un’indagine superficiale’ – ha proseguito Sahraoui.

‘Questo agghiacciante omicidio dev’essere una sveglia per le autorita’. E’ loro dovere proteggere tutti dalla violenza, compresi coloro che criticano il governo o il partito di maggioranza Ennahda. Nessun gruppo, a prescindere dalla sua affiliazione, deve sentirsi al di sopra della legge’ – ha concluso Sahraoui.

Amnesty International ha ribadito di nutrire gravi preoccupazioni sulla mancanza d’indipendenza del potere giudiziario tunisino e di ritenere necessaria una riforma nel settore della sicurezza.

L’organizzazione per i diritti umani, di fronte alle imponenti manifestazioni seguite all’omicidio di Belaid, ha chiesto alle forze di sicurezza tunisine di evitare l’uso non necessario o eccessivo della forza e di garantire che le persone possano esprime le loro idee pacificamente e liberamente.

FINE DEL COMUNICATO                                                                      
Roma, 6 febbraio 2013

Per approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it
 
 
 
 
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Leggi tutti gli altri comunicati stampa all’indirizzo:
http://www.amnesty.it/archivio-tutte-news-comunicati.html





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29/01/2013

ERITREA: Golpe? Ribellione? Per il regime eritreo solo terrorismo, naturalmente.

Come previsto l’episodio di settimana scorsa che aveva fatto pensare ad un golpe in Eritrea è scomparso dai media internazionali. Come sempre avviene in casi di questo genere il regime eritreo sigi...
 
 
 
 
 
 
 
 
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22/01/2013

Guerra in Mali, c'est Françafrique?

 

È tempo di guerra in Mali.

L'opinione pubblica fatica a collocare questo Stato su una mappa dell'Africa, è evidente che fa e farà ancor più fatica a capire perché, l'11 gennaio l'armata francese ha deciso di intervenire nel Paese.

Decine di migliaia di persone sono già in fuga.
Una cosa è certa: il paese è nel caos da anni, allora perché proprio ora l’intervento?  Leggi online.

 

 

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20/01/2013

DAL MALI ALL'ALGERIA, REGIONALIZZARE LA GUERRA

Che lo si voglia o meno, la crisi del Mali si è regionalizzata. L’Algeria sta cercando di occultare questa realtà facendo filtrare pochissime notizie dal sito di Is Amenas dove sono stati presi in ...
Le guerre sono sempre uno sporco affare. In guerra vale tutto. In guerra – come dice una frase famosa – la prima vittima è la verità. Vale anche in Mali dove la logica del conflitto segue tortuosi ...
Ciò che si temeva è accaduto. Di fronte ad una macchina da guerra come quella dei francesi gli jihadisti non potevano far altro che regionalizzare il conflitto e adottare una strategia che è quella...
 
 
 
 
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06/01/2013

Africa depredata

Sabato 5 gennaio alle 23 nuovo appuntamento con la campagna mondiale Why poverty?, la serie dedicata al tema della povertà e delle disuguaglianze i...
 
 
 
 
 
 
 
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01/12/2012

Povero Congo

Ho cercato di ricostruire ciò che è accaduto nel Kivu, turbolenta regione orientale del Congo, dove, mentre ero in Mozambico, senza notizie, è accaduto di tutto. In realtà non è accaduto niente che
 
 
 
 
 
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26/11/2012

Piazza Tahrir brucia ancora

Gli scontri durante la manifestazione dell’opposizione contro le riforme del presidente egiziano Morsi in piazza Tahrir, al Cairo. (M. Asad, Ap/Lap
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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12/11/2012

mali, la nuova guera del pianeta

 
 
Si comincia a sapere qualcosa dell’intervento militare in Mali che dovrebbe liberare il Nord controllato dagli jihadisti. Dalla recente riunione a Bamako dei capi di stato maggiore dei paesi della ...
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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07/11/2012

L’Africa che cambia: la Cina

L’Africa cambia. E’ un fatto incontestabile. Vi propongo questo breve brano. E’ l’incipit del mio libro “Buongiorno Africa”.In Africa Orientale io – bianco, indigeno europeo – sono sempre stato, in...
 
 
 
 
 
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05/11/2012

news dall'africa

 
 
C’è la crisi ma il mercato delle armi è fiorente. L’acquisto di attrezzatura bellica, per molte nazioni, è una priorità di spesa quasi sempre più alta anche di istruzione, sanità e altre voci di pu...
In Somalia è tempo di grandi cambiamenti. C’è un nuovo presidente, c’è un nuovo parlamento e una nuova costituzione e soprattutto dopo venti anni, almeno sulla carta, c’è un potere centrale riconos...
 
 
 
 
 
 
 
 
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02/11/2012

Buongiorno Africa : Le piante dei miracoli

 
 
Si profila una sorta di virtuale guerra vegetale per il prossimo futuro in Africa. Le protagoniste sono due piante che puntano entrambe a conquistarsi terreni dove crescere in coltivazioni intensiv...
 
 
 
 
 
 
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28/10/2012

L’infinita guerra dei Monti Nuba

L’aviazione sudanese ha bombardato per l’ennesima volta diversi villaggi sui Monti Nuba, nella regione del Sud Kordofan, distruggendo case, uccidendo civili, compresi bambini. Il bombardamento sare...
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19/10/2012

Non abbandonare il Mali

Le Nazioni Unite e l’Unione africana hanno annunciato che apriranno degli uffici permanenti a Bamako per coordinare le rispettive azioni e gestire ...





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18/10/2012

IL VESCOVO LO AVEVA DETTO (E PERCIO' E' STATO ESPULSO)

 

Un copione atteso, scontato, che naturalmente si è puntualmente verificato. Perché parlarne, allora? Il motivo è che ciò che si è verificato è esattamente quello che Michele Russo, il vescovo di Doba, in Ciad, ha detto in una omelia per la quale è stato espulso dal paese. Il vescovo ha sostanzialmente detto che il petrolio che avrebbe dovuto far migliorare il livello di vita della popolazione ha invece prodotto corruzione ed ha addirittura gettato nella miseria intere comunità privandole della loro terra e di quell’agricoltura di sussistenza che in molte regioni d’Africa assicura la vita.

LEGGI TUTTO QUI: http://www.buongiornoafrica.it/una-maledettissima-fortuna/

17/10/2012

Egitto un anno dopo, a Roma tre giorni con le donne di piazza Tahrir


Roma, tre giorni con l'attivista egiziana Rasha Azab, in "Words of Women from the egyptian Revolution". Dal 17 al 19 ottobre infatti ci saranno dib...




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14/10/2012

Ciad, le verità scomode del vescovo

 
Monsignor Russo, vescovo di Doba, è stato espulso dal Paese per aver criticato il Governo sulla gestione del petrolio. Unanimi le reazioni di solidarietà: "Ha detto solo la verità".

07/10/2012

Boko Haram: Una sanguinosa setta di fanatici

Il racconto di quanto è avvenuto il 2 ottobre scorso è agghiacciante. Un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nell’università di Mubi, nello Stato di Adamawa, nel nord-est della Nigeria, hann...

02/10/2012

Afwerki e basta! Anche in Italia

Denuncia

 
 

Sabato scorso, a Bologna, sostenitori del regime eritreo del presidente Isaias Afwerki hanno impedito a degli eritrei della diaspora di tenere un convegno sulla situazione del paese del Corno d’Africa. Episodio grave e non isolato. 

 

 

Volevano semplicemente ribadire ciò che alcune organizzazioni internazionali dicono da tempo. Per esempio Amnesty International afferma che l'Eritrea ha proporzionalmente il maggior numero e di prigioni e di detenuti al mondo. E secondo Human Rights Watch nelle carceri eritree sono rinchiuse tra le 5 e le 10mila persone. E ancora: Reporters senza frontiere denuncia che nel paese del Corno d'Africa almeno 32 giornalisti sono detenuti, alcuni da anni, senza ragione e senza processo.


Niente di strano, dunque, se l'Eritrean Youth for Solidarity and Change (Eysc) ha voluto organizzare sabato scorso a Bologna un incontro dal titolo "Eritrea tra passato e nuove speranze - Fuga da una prigione a cielo aperto". Solo che quando i vari relatori hanno cominciato a parlare, nella sala del Centro interculturale Zonarelli, sono «stati interrotti dall'aggressiva contestazione di alcuni membri della comunità eritrea storica di Bologna, sostenitori del Fronte popolare per la democrazia e la giustizia, Pfdj - partito unico al potere in Eritrea da 21 anni». Così afferma il comunicato stampa dell'Eysc e così confermano testimoni dell'accaduto, contattati da Nigrizia.


Il risultato è stato che l'incontro non si è potuto svolgere. E non è la prima volta: situazioni del genere si sono ripetute, negli ultimi anni, in giro per l'Italia. Conclude Eysc: «La libertà di confronto ed espressione, bandita in Eritrea dal 2001, non è stata garantita neppure in Italia. Non abbiamo potuto in questa occasione fare conoscere le gravi situazioni vissute dagli eritrei in patria e durante i viaggi "della speranza", ma promettiamo di organizzare altri momenti di confronto, di approfondimento, di dialogo, anche».


Sulla situazione in Eritrea, Nigrizia dello scorso giugno ha scritto: «Il presidente Isaias Afwerki (foto) ha blindato il paese, chiudendolo all'interno e rendendolo impermeabile alle informazioni che potrebbero arrivare dall'esterno. Ha sterminato qualsiasi dissenso interno. La gente scompare, viene torturata, uccisa, incarcerata senza processo. Nel silenzio del mondo». (r.z.)

 

 

Nigrizia - 01/10/2012

23/09/2012

Dieci anni maledetti per la Costa D’Avorio

Dieci anni fa come oggi gli ivoriani si svegliarono con la consapevolezza che cominciava un periodo buio. La crisi, che si era aperta ormai da tempo, non si sarebbe risolta e iniziava, anzi, un’era...

Un esercito di bambini fantasma

Nascono, vivono, muoiono ma non risulta che siano mai esistiti. E’ la condizione di oltre la metà dei bambini africani che, ancora oggi, non viene iscritta all’anagrafe al momento della nascita e d...

03/09/2012

S Africa to drop charges against miners

 
 
Controversial murder charges against 270 miners are to be provisionally dropped, prosecutors say.

17/08/2012

Mali: sparizioni, uccisioni e torture da parte della giunta militare al potere

 
 
Un rapporto sul Mali, che segue una recente missione di ricerca nel paese, documenta decine di sparizioni, uccisioni extragiudiziali e torture commesse dalla giunta militare nei...

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08/07/2012

Perù: quel che non è stato mai detto sugli afro-peruviani

L'8 giugno, nel mese della cultura afroperuviana, si è svolta la giornata Quello che NON è mai stato raccontato sugli afroperuviani [es, come p...

somalia



casadellacarita: "Le notizie a cui ci si abitua": Don Virginio Colmegna riflette sulla situazione in Somalia http://t.co/POyySfJm #Somalia

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05/07/2012

Kenya, un coordinamento musulmano per proteggere i cristiani

Dopo l’attacco di domenica a Garissa, vicino il confine con la Somalia, i leader musulmani del Kenya hanno deciso di formare gruppi di autodifesa p...








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