31/01/2012

Sbarco di migranti nel Salento, si cercano dispersi

Sbarco di migranti nel Salento, si cercano dispersi

 
 
 
Nella notte cinquanta cittadini stranieri, di orgine afghana e iraniana, sono sbarcati nel Salento, sulla spiaggia di Calanella, tra Rodi, Garganico e Peschici. Gli uomini, secondo le indagini, sarebbero giunti sulla costa a bordo di una barca a vela che poi si è arenata sulla spiaggia a causa dell’albero spezzato. Rintracciati dai carabinieri, i migranti [...]

La fine di Assad è inevitabile

La fine di Assad è inevitabile

 
 
 

Il portavoce della Casa Bianca si è detto sicuro che il regime di Bashar al Assad sia ormai giunto alla fine. Ora Washington deve convincere la Russia a non bloccare l’iniziativa della Lega araba che vuole chiedere una risoluzione delle Nazioni Unite contro Damasco e un cambiamento al vertice della Siria.

US says Assad’s fall ‘inevitable’ – Middle East – Al Jazeera English

 

GRAZIE

30/01/2012

Chi è Pietro Ichino

Chi è Pietro Ichino

 
 
 

Stephan Faris incontra l’uomo che potrebbe avere un ruolo fondamentale nella riforma del mercato del lavoro italiano.

Why Would Anyone Want to Kill Pietro Ichino? – Businessweek

 

GRAZIE

petizione contro il controllo del web da parte delle multinazionali

Cari amici, 



Un nuovo trattato globale darebbe carta bianca alle multinazionali per controllare tutto quello che facciamo su internet. La scorsa settimana 3 milioni di noi hanno fermato le leggi censorie americane. Se agiremo ora potremo far sì che il Parlamento europeo affossi questo nuovo pericolo per tutti noi: 

Firma la petizione!

La settimana scorsa 3 milioni di noi sono riusciti a respingere l'attacco americano a internet! Ma ora c'è una minaccia persino più grave, e il nostro movimento globale per la libertà di internet è l'arma migliore per annientarla. 

ACTA, un trattato mondiale, darebbe il potere alle multinazionali di censurare internet. Dopo che è stato negoziato in segreto da un manipolo di paesi ricchi e poteri forti, ora potrebbe mettere in piedi un organismo nell'ombra per combattere le contraffazioni e che permetterebbe a interessi organizzati di controllare tutto quello che facciamo su internet, imponendo sanzioni che prevedono addirittura il carcere contro chi metterebbe in pericolo i loro affari.

L'Europa sta decidendo ora se ratificare o meno ACTA: se non lo farà questo attacco globale alla libertà di internet cadrà. In passato si sono già opposti a ACTA, ma ora alcuni parlamentari vacillano: diamo loro l'ultima spinta per rigettare il trattato. Firma la petizione: faremo una consegna spettacolare a Bruxelles non appena avremo raggiunto le 500.000 firme:

http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?vl

E' una vergogna: i governi dei quattro quinti della popolazione mondiale sono stati esclusi dai negoziati dell'Accordo commerciale anti-contraffazione (ACTA) e burocrati non eletti hanno lavorato spalla a spalla con i lobbisti delle multinazionali per scrivere le nuove regole e un regime sanzionatorio pericoloso. ACTA sarebbe inizialmente esecutivo negli Stati Uniti, in Europa e in altri 9 paesi, poi in tutto il resto del mondo. Ma se riusciremo a far dire no all'Europa, il trattato perderebbe il momento buono e potrebbe essere chiuso in un cassetto per sempre.

Grazie a queste regole liberticide persone in ogni dove potrebbero essere sanzionate per semplici gesti come condividere l'articolo di un giornale o scaricare un video di una festa dove c'era musica protetta dal copyright. Venduto come un trattato commerciale per difendere il diritto d'autore, ACTA potrebbe vietare anche la vendita di farmaci salvavita e mettere in pericolo l'accesso degli agricoltori ai semi di cui hanno bisogno. E, incredibile ma vero, la commissione ACTA avrebbe carta bianca per cambiare le sue stesse regole e sanzioni senza alcun scrutinio democratico.

Potenti interessi organizzati stanno facendo di tutto per far passare il trattato, ma il Parlamento europeo si è messo in mezzo. Inviamo un grido enorme ai parlamentari per contrastare le lobby e difendere la libertà di internet. Firma ora e inoltra questo appello a tutti:

http://www.avaaz.org/it/eu_save_the_internet/?vl

La scorsa settimana abbiamo visto in concreto la forza del nostro potere collettivo: quando milioni di noi hanno unito le forze per fermare gli Stati Uniti dall'adottare la legge sulla censura a internet, che avrebbe trafitto il cuore della rete. Abbiamo anche dimostrato al mondo quanto possono essere potenti le nostre voci. Uniamole ancora una volta per contrastare questo nuovo pericolo.

Con speranza e determinazione, 

Dalia, Alice, Pascal, Emma, Ricken, Maria Paz e il resto del team di Avaaz 

Più informazioni: 

Pirateria, l'Unione europea firma ACTA: "Bavaglio al web e alla ricerca medica"
http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/26/news/pirat... 

La Polonia marcia per il web libero: in 10.000 contro ACTA
http://www.giornalettismo.com/archives/193127/la-polonia-... 

ACTA, inizia un'altra battaglia per la Rete
http://daily.wired.it/news/internet/2012/01/26/acta-censu... 

Accordi segreti minacciano la libertà di espressione (e non solo)
http://www.valigiablu.it/doc/607/accordi-segreti-con-le-m... 

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Alla ricerca di una primavera marocchina

 

Alla ricerca di una primavera marocchina

Foto di copertina: (cc) ares tavolazzi/flickr

In Marocco le manifestazioni continuano. Ecco alcuni incontri con i giovani contestatori coinvolti nel movimento del 20 febbraio 2011 per capire meglio le loro motivazioni nel 2012.

 

LEGGIO TUTTO QUI: http://www.cafebabel.it/article/39981/allla-ricerca-prima...

 

GRAZIE

La “tribù delle formiche”: quando i giovani cinesi si ribellano

 

La “tribù delle formiche”: quando i giovani cinesi si ribellano

 

LEGGI TUTTO QUI: http://www.cafebabel.it/article/40052/tribu-formiche-giov...

 

 E ANCORA: 


Immagine a cura di © Kristof

2012, il drago cinese infiamma l’Europa

新年快乐! Il 23 gennaio ha segnato l'ingresso nel nuovo anno lunare cinese, sotto il segno del dragone, il quinto dei dodici che compongono lo zodiaco. I nati sotto questo segno hanno dalla loro una grande forza d'animo, un naturale carisma e una buona dose di fortuna: qualità che tornerebbero sicuramente utili ai nostri dirigenti europei. Non a caso, sono nati nell'anno del drago (1964) il primo ministro portoghese, Pedro Passos Coelho, e il suo collega ceco, Petr Nečas. Mentre tutti gli europei sono ancora in attesa di scoprire quello che il 2012 ha in serbo per loro, alcuni fortunati (come i parigini e i londinesi) potranno assistere di persona ai festeggiamenti, previsti per domenica 29 gennaio.

Il nostro dossier

La “tribù delle formiche”: quando i giovani cinesi si ribellano di cafebabel.com, Veronica Maiella

Chi ha paura del dragone cinese? di Agata Jaskot

La Cina risorge, l'Europa tramonta di john hickman

Ai Weiwei e la giustizia cinese: quali responsabilità per l'Europa? di Manon Benlolo-S.

Parole cinesi di Aurélien BORDET

 

GRAZIE

Scontri alle porte di Damasco (#siria)

Scontri alle porte di Damasco

 
 
 

L’esercito siriano ha ripreso il controllo del quartiere di Al Ghouta, alla periferia della capitale, dopo due giorni di battaglia con le forze dell’opposizione. L’escalation della violenza è cominciata dopo la partenza della missione della Lega araba.

Syrian army ‘regains Damascus suburb’ – Middle East – Al Jazeera English

 

 

 

 

grazie

Ask Obama not to deport Becley Aigbuza

Ask Obama not to deport Becley Aigbuza

 
 
 
Please sign this petition addressed to President Obama to intervene and stop the deportation of Becley Aigbuza!

Locked up in a cell for hours he was beaten up and raped by other detainees because the police had informed them he was a homosexual. When the police finally came for him he was taken out of his cell, they beat him up badly and tortured him.

Becley told Everyone Group, a Human Rights Organisation,
"After being forced to admit to them that I was gay, the police tied me up, burned my forehead with cotton wool soaked with acid and took turns sodomizing me with a beer bottle for hours". "I woke up in hospital in Benin City with a dislocated shoulder, a broken hand, bruises and wounds all over my body and a mutilated testicle. I had been betrayed by my own family and cruelly punished just for loving a person of the same sex". With a desperate attempt to get back to the US he managed to flee the hospital shortly after and returned to San Diego where he made a complaint to the Nigerian Embassy in Washington. The Nigerian Embassy Told him that, "I deserved the treatment seeing as I was gay, and that things would get much worse for me if I returned to Nigeria". If he was returned to Nigeria now he would almost certainly be arrested, tortured and imprisoned. In Nigeria the Death Penalty can be applied for homosexuality


Sign the petition Now!
 
 
 
grazie

Forza Nuova: “Lega ipocrita su immigrati e banche”

Forza Nuova: “Lega ipocrita su immigrati e banche”

 
 
 
Questa mattina, in occasione della presenza di Roberto Maroni a sostegno della candidatura di Flavio Tosi a sindaco di Verona, una trentina di militanti di Forza Nuova ha manifestato "contro l'ipocrisia della Lega Nord", distribuendo 2000 volantini in cui vengono elencati i provvedimenti che il Carroccio ha votato recentemente a favore delle banche.

29/01/2012

#No Tav, una truffa politica

No Tav, una truffa politica

 
 
 
No Tav Davide Bono Arresti Torino Claudio Messora Byoblu Byoblu.com

 

 

LEGGI QUI: http://www.byoblu.com/post/2012/01/29/No-Tav-una-truffa-p...

 

GRAZIE

 

#Cina: il #Tibet brucia, dove sono gli intellettuali cinesi?

Cina: il Tibet brucia, dove sono gli intellettuali cinesi?

 
 
 

Dal 2009, si contano in Cina almeno 17 casi di auto-immolazioni di Tibetani. L’ultimo risale [zh, come tutti gli altri link eccetto ove segnalato] al 15 gennaio scorso. La discussione pubblica sulle proteste dei Tibetani sono state monopolizzate dai mezzi di comunicazione di controllo statale che accusano il Dalai Lama [it] e i media occidentali di incitare alla violenza e al terrore.

In onore di sette monaci tibetani che si sono auto-immolati. Dharamsala, India (14 ottobre 2011) Copyright © Demotix

Tra gli intellettuali e i netizen cinesi la reazione è sostanzialmente di indifferenza, se paragonata ad altri episodi di auto-immolazione, come nel caso della demolizione di Yihuang [it]. Alcuni netizen si domandano: “dove sono finiti gli intellettuali?”

degewa

Immagine del profilo di @degewa

La poetessa tibetana Woser (@degewa) è sempre tra i primi su Twitter a diffondere le notizie tibetane alle comunità cinesi. Il 15 gennaio, dopo aver letto la notizia dell’auto-immolazione di un monaco tibetano vicino al Tempio Ge’erdeng ad Aba, nel Sichuan, ha scritto...

 

LEGGI TUTTO QUI:http://it.globalvoicesonline.org/2012/01/cina-il-tibet-br...

 

GRAZIE

è morto Oscar Luigi Scalfaro

è morto Oscar Luigi Scalfaro, Presidente della Repubblica nel periodo 1992-1999. Il ricordo di Walter Veltroni

 
 
 
era un uomo severo e simpatico. gli volevo molto bene.ha difeso la democrazia e la costituzione quando non era semplice . grazie, presidente. Walter Veltroni tramite: walter veltroni (veltroniwalter) su Twitter. Filed under: ciclo politico 1994-2011, eroi civili, Presidente della Repubblica, Storia d'Italia

 

è morto Oscar Luigi Scalfaro. Lo ricordano tutti, tranne Berlusconi e i berlusconiani. La destra peggiore di tutta la storia d’Italia

 
 
 

 Iacopo Venier Bis E' morto Oscar Luigi Scalfaro.
Lo ricordiamo con un nostro video realizzato in occasione della marcia per la Pace 2010. 
La guerra non si può accettare MAI!
http://www.libera.tv/videos/50/oscar-luigi-scalfaro-per-l...

 

enzo biagi intervista scalfaro 

http://paper.li/ivanozoppi/1326709897

 

grazie

28/01/2012

Lega Nord: “Schedare gli islamici”

Lega Nord: “Schedare gli islamici”. È polemica

 
 
 
Una “schedatura” degli islamici praticanti di Bologna. Almeno è ciò che ha proposto in consiglio comunale Lucia Borgonzoni, Lega Nord. E proprio durante il giorno della memoria (27 gennaio). Pd, Sel e Idv, dopo l’intervento della consigliera leghista, abbandonano l’aula in segno di protesta. “Siete ridicoli, non sapete neanche cos’è la Costituzione!”, replica adirata la [...]
 
 

Da piccolo avevi un QI basso? Rischi di diventare razzista

 
 
 
Chi ha un basso quoziente intellettivo da piccolo ha più probabilità di sviluppare pregiudizi da adulto. E' quanto sostiene uno studio pubblicato dalla rivista Psychological Science. La ricerca si è basata su un database britannico di oltre 15 mila soggetti, a cui è stato misurato il quoziente intellettiva all'età di 10 o 11 anni e che sono stati analizzati una volta superati i 30. I pregiudizi sono stati studiati attraverso frasi come "Io non lavorerei mai con persone di altre razze".

Romania: “Io, cittadino”

Romania: “Io, cittadino”

 
 
 

In Romania le proteste nelle strade vanno avanti da oltre una settimana. I cittadini chiedono le dimissioni del governo e nuove elezioni, mentre prosegue il dibattito online su cosa vogliono i manifestanti e sulle conseguenze del loro operato. Pur se sembra non ci sia ancora un vero e proprio leader, la loro voce si fa comunque sentire.

Lunedì scorso il Primo Ministro Emil Boc [en] ha licenziato il Ministro degli Esteri Teodor Baconschi [en], per aver scritto sul suo blog personale [ro, come i link successivi eccetto dove diversamente indicato] quanto segue:

Una cosa è ormai chiara agli occhi di tutti i rumeni dotati di buonsenso. Questa protesta è una questione di vita o di morte per i pilastri della vecchia Romania e quanti cercano di ricostruirla. L’opposizione ha finalmente sganciato le bombe del comunismo: criminali armati, disinformazione, propaganda d’odio. […] Questo sarà un anno cruciale per il nostro Paese. La scelta è semplice: riformismo, responsabilità e sicurezza da una parte, involuzione, populismo e oligarchia dall’altra. Per fortuna, la scelta verrà fatta dalla Romania giusta, in gamba, che si dà da fare e che guarda sempre avanti. Non dai violenti, non da quei poveri inetti tutti in linea come i minatori del passato, non come coloro che si nascondono dietro l’eredità del vecchio comunismo. [Securitate [en]].

Secondo il giornalista Bogdan Ciuclaru, il popolo è stanco di essere interpellato solo nel periodo elettorale. È giunto il momento di farsi sentire anche adesso:

Traian Basescu ha deluso anche me e di certo non permetterò alla coppia [Ponta - Antonescu, leader maggiori dell'opposizione USL/Unione Social Liberale] [en] di farmi fare la stessa fine. Basescu era l’ultimo rappresentante del Fronte di Salvezza Nazionale (primo partito nato dopo la rivoluzione del 1989 [it])di cui mi fidavo e che mi piaceva. Il 2004 è stato l'anno d’oro. Era un fenomeno, un politico capace, una valida scelta contro la criminalità… non dico che mi abbia ingannato, forse la parola giusta sarebbe deluso. Si, perché si è trasformato proprio in tutto ciò che cercava di condannare. Dopo l’esperienza Basescu, temo che la Romania abbia esaurito le sue ultime carte e che l’unica persona di cui posso fidarmi in questo momento sono solo Io, io cittadino intendo. Io non posso essere deluso a casa, in macchina o per strada. Non posso essere deluso in banca, non posso neanche pensare di esserlo. Per i cittadini la legge della delusione è molto più severa. Se vuoi stare bene con te stesso, allora continua a sottostare a questa legge e stai attento a non deludere i tuoi genitori, la tua famiglia, i tuoi colleghi, i tuoi capi e così via.
[…]La politica però sembra il modo più semplice per manifestare questa delusione al cento per cento. Se sei deluso hai due vie per dimostrarlo: votando o protestando. La trasformazione di Basescu e quella di coloro che l’hanno sostenuto mi ha fatto dubitare della prima opzione spingendomi a riflettere sulla seconda. Per me non basta farsi sentire una volta ogni quattro anni. È per questo che anch’io ho protestato… se non facessi niente, deluderei me stesso.

Credo che sia un bene che la gente abbia iniziato a manifestare e a mostrare il proprio malcontento a voce alta. Solo così le autorità si accorgeranno di noi e faranno qualcosa. Non serve avere il riscaldamento centralizzato o autobus che ti portano a spasso per la città se si è sempre oppressi dalla frustrazione di non essere ascoltati da coloro che noi stessi abbiamo votato.

Bucarest: raduno di manifestanti contro l'austerità del governo. Foto di GEORGECALIN, copyright © Demotix (19/01/12)

Bucarest: raduno di manifestanti contro le misure di austerità del governo. Foto di GEORGECALIN, copyright © Demotix (19/01/12)

La società rumena è stata piuttosto passiva negli ultimi ventidue anni, perciò il giornalista Vasile Ernu suggerisce di mostrare l’unità ritrovata “sbiancando” le proteste:

Sta diventando sempre più difficile far uscire la gente per strada. Magari riusciamo a radunarne duemila o cinquemila, forse persino quindicimila, ma è molto difficile. Perché? Per vari motivi. Prima di tutto abbiamo dimenticato come si protesta. In questi anni siamo stati spezzettati e abbiamo dimenticato cosa significa essere uniti e coraggiosi, abbiamo dimenticato che oltre all’interesse personale c’è anche quello comune che da un senso alla società. Siamo stati abituati ad essere umiliati dimenticando che anche noi abbiamo la forza di impaurire chi è al potere.
Possiamo ancora fare qualcosa… che succederebbe se indossassimo dei nastri bianchi o delle sciarpe dello stesso colore? Potremmo indossarli sulle giacche o sul petto, attorno al collo o alla vita. Tutti bianchi. Potremmo appenderli fuori dalle finestre e delle macchine. All’inizio saremo solo in cinquemila, dopo quindicimila e poi centomila fino a un milione. Saremo sempre di più. Non tutti scenderanno in piazza, ma un gesto come questo puo’ essere fatto da chiunque sia deluso dal governo. Certo inizialmente saremo timidi e spaventati, ma quando ci incontreremo sapremo riconoscerci. All’inizio ce ne saranno pochi, ma dopo il primo incontro diventeremo più uniti e coraggiosi. Un passo alla volta, da me a te, da un vicino all’ vicino, dal dimostrante al politico, sempre più gente indosserà i nastri bianchi. Un piccolo sforzo senza violenza. […]

Alcuni slogan sono contro l’intera classe politica. Tuttavia, alla fine dell’anno, chi sarà il vincitore delle nuove elezioni? Catalin Tolontan prova a immaginare come sarà la vita in Romania dopo le proteste:

Nessun partito politico ha la mia fiducia a priori. Dico solo che non possiamo permetterci di arrivare al punto in cui ci rifiutiamo di ascoltare le idee della classe politica solo perchè non e' così perfetta come la vorremmo.
Viviamo tutti delle vite imperfette, eppure ci riteniamo diversi da chi è al potere e vive una vita impeccabile. In questo caso, noi, e non loro, siamo degli ipocriti. Tutti in quella piazza, donne e uomini, che ammiro per quello che stanno dimostrando, hanno il proprio punto debole. […]
[…]
Ho i miei dubbi su quanto detto dal leader dell’ opposizione Crin Antonescu, prossimo candidato alla presidenza. Secondo lui alla classe politica non manca niente rispetto a chi è sceso in piazza a protestare per tutta la Romania. I membri del partito dibattono ogni giorno nelle loro agorà virtuali e noi cosa dovremmo dirgli? Lasciateci stare, siamo impeccabili! Certo, possiamo continuare ad odiare le differenze tra noi e loro e poi aspettare il principe sul cavallo bianco. Ma guardiamo in faccia la realtà. In questo momento il bianco è sinonimo di neve, l’unica soluzione contro quelli al potere, è una neve fredda e compatta in cui disperdiamo noi stessi, puri, incontaminati e soli.

Infine, il giornalista Radu Tudor commenta una dichiarazione rilasciata da Antonescu. Il leader dell’opposizione ha ammesso che le dimissioni dal Parlamento dei membri dell’USL è solo una questione di giorni:

Per quanto mi riguarda, me lo sto chiedendo da un anno e mezzo. Dopo la nottataccia del 15 Settembre 2010, quando il Presidente della Camera dei Deputati Anastase Roberta Alma e gli ottanta membri parlamentari in carica hanno imbrogliato al voto per la legge sulla pensione, l’opposizione sembra aver capito, finalmente, che non si puo’ più stare fianco a fianco ai ladri dell’attuale regime. […]
Sono curioso di vedere se l’opposizione sarà in grado di onorare l’impegno preso.
Questo implicherà una solidarietà assoluta a tutti i rumeni scontenti che protestano per le strade.
Questo potrebbe essere l’ultimo scatto per vincere le elezioni.
Finalmente l’intelligenza si è sbarazzata della stupidità. Staremo a vedere…

scritto da Oana Maria Dan · tradotto da Stefania De Caro · articolo originale [en] · commenti (0) 
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Twitter si predispone alla censura

Twitter si predispone alla censura

 
 
 

Controllare gli utenti usando parole chiave diverse, paese per paese: l’azienda di San Francisco è pronta ad attuare misure di autocensura.

Twitter able to censor tweets in individual countries | Technology | guardian.co.uk

 

 

Il giorno in cui morì Twitter

 
 
 
Pensare che mi ero appena iscritto... Ciao MarcoSbiro Da www.eilmensile.it (E-il mensile di Emergency) Il giorno in cui mori' Twitter 27 gennaio 2012 Gabriele Battaglia "Il giorno in cui Twitter e' un poersquo; mortoerdquo;, scrive un utente proprio sulla piattaforma di microblogging. Commenta la nota diffusa dallo stesso quartier generale del social network, che annuncia una...

 

 

 

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Ancora dubbi sulla morte dei monaci di Tibéhirine

Ancora dubbi sulla morte dei monaci di Tibéhirine

Alcuni documenti dei servizi segreti francesi aprono molte domande sui fatti del 1996. La versione dell’intelligence algerina, secondo cui l’omicidio dei sette religiosi francesi fu opera di terroristi islamici, traballa sempre di più.

da valori (banche e inquinamento industriale)

Banche nere come il carbone

 
 
 
Il rapporto redatto da un gruppo di Ong punta il dito contro l’intero Gotha delle grandi banche d’investimento internazionali. Tutte hanno concesso importanti finanziamenti alle industrie più inquinanti.
 

L'aria dell'industria costa cara all'Europa

 
 
 
Diecimila grandi impianti avvelenano l’aria e impoveriscono i cittadini con costi sociali esorbitanti. Oltre metà del danno viene da meno di duecento stabilimenti. E l’Italia figura nella Top 20.

l'ultima tribù (La Lega)

Il Fatto ha pubblicato 'L'ultima Tribù'

 
 
 
Il Fatto Quotidiano ha pubblicato il mio video sulla Lega Nord! :) http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/28/lultima-tribu-...
 
 
da Saverio Tommasi

ancora il sindaco di adro...

Il sindaco contro l'onorificenza a chi pagò la mensa

 
 
 

Il sindaco di Adro, Oscar Lancini, ha scritto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per lamentarsi della nomina a Cavaliere di Silvano Lancini, suo concittadino, ovvero l'imprenditore che pagò di sua tasca al Comune 10mila euro per coprire le rette della mensa scolastica di alcune famiglie. Il sindaco infatti, stanco dei mancati pagamenti, aveva sospeso il servizio mensa ai bambini figli delle famiglie insolventi.

Una lettera durissima: «Le onorificenze - scrive il sindaco della cittadina bresciana - quando consegnate a cani e porci fanno divenire ingiustamente porci o cani chi le ha meritate». Dopo aver premesso di non conoscere il merito dell'onorificenza, il Lancini sindaco sottolinea di ritenerla «ingiusta e offensiva per la mia gente», in quanto, spiega, il benefattore sarebbe ricco e avrebbe compiuto quel gesto solo per farsi pubblicità.

Insomma, conferire quell'onorificenza «è stato un gesto sconsiderato» Per questo, aggiunge «gli adrensi si devono vergognare di avere un presidente della Repubblica così». In conclusione il sindaco chiede al Capo dello Stato: «venga ad Adro e chieda scusa alla mia gente. E' un suo dovere morale».

Onorevoli, che vergogna

Onorevoli, che vergogna

 
 
 

Ha suscitato giusto scalpore il servizio delle Iene , curato da Sabrina Nobile (nella foto) andato ieri in onda ieri sera: quasi nessuno dei deputati interpellati hanno saputo dire che cosa sia la Tobin Tax. Una situazione grottesca e insieme sconcertante: il fatto di avere una classe poltica da riottamare è risaputo, ma trovarsi di fornte tutti questi esempi di tanta ignoranza e dabbenaggine diventa davvero umiliante. Non abbiamo mai tifato per l’anti politica. Ma credere ancora nella politica diventa una impresa sempre più ardua… Guardate e giudicate.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/279569/no...

 

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Italy must urgently act to end violence against women

ONU: Italia fermi violenza contro le donne - America24

 
 
 

America24

ONU: Italia fermi violenza contro le donne
America24
Durante il soggiorno il funzionario dell'ONU ha incontrato le donne vittime di violenza nelle maggiori città italiane, e si è recata nei campi delle comunitàRom e Sinti, oltre che nei CIE (centri identificazione ed espulsione), dove sono trattenute ...
Violenza sulle donne, 'non cali l'attenzione'Televideo.rai.it
Donne italiane colpite soprattutto dalla violenza domesticaL'Impronta L'Aquila
Oggi in Italia mobilitazione contro la violenza sulle donne. Conclusa la ...Radio Vaticana

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Italy must urgently act to end violence against women, UN rights expert says - UN News Centre

 
 
 

Women News Network

Italy must urgently act to end violence against women, UN rights expert says
UN News Centre
During the visit, Ms. Manjoo met survivors of domestic violence in various anti-violence shelters located in the country's major cities, such as Rome, Milan, Bologna and Naples. Her trip also included stops in camps for Roma and Sinti communities as ...
Special UN mission cites violence against marginalized women ItalyWomen News Network

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27/01/2012

Storie di ordinaria eversione

Storie di ordinaria eversione

 
 
 
Umberto Bossi sbadigllia alla Camera mentre Berlusconi chiede la fiducia Claudio Messora Byoblu Byoblu.Com

 " Berlusconi «non è stato furbo e non ha chiesto neanche una buonuscita dopo che ha lasciato il governo» rispondendo a una domanda sul processo Mills in corso a Milano. "  [Corriere della Sera]

 Lo ha detto Umberto Bossi, dopo avere anche dato al suo alleato (ma anche nemico) storico della "mezza cartuccia". Altro che schettinismo: questa è l'Italia reale, dopo che per anni abbiamo alzato l'asticella della tolleranza fino a farla saltare del tutto. Si dicono con estremo candore cose che rappresentano vere e proprie formulazioni di attività eversive. E che ci fosse un giornalista che glielo contesta!

 

 Cosa avrebbe dovuto fare, le mezza cartuccia, secondo Bossi? Avrebbe dovuto pretendere lo stralcio del caso Mills in cambio dell'abbandono di Palazzo Chigi? E a chi avrebbe dovuto chiederlo, di grazia? Al Parlamento? Al Capo dello Stato? Agli alieni? No, perché in questo paese sudamericano (e non intendo la parte più civile del sudamerica), potrei anche sbagliarmi, ma mi risulta che viga la separazione tra i poteri. In che modo il potere giudiziario potrebbe essere indotto a stralciare un procedimento, se non condizionando dall'interno i suoi membri con un'azione di stampo meramente piduistico? 

 O forse Bossi intendeva dire che Berlusconi avrebbe dovuto farsi una ennesima legge ad-personam, l'ennesima incostituzionale che la Consulta, con aggravio di spese a carico del contribuente e dopo un anno e mezzo di trafila, avrebbe annullato (non dopo la consueta firma da parte di Napolitano, il distributore automatico di senatori a vita)?

 Mi si obietterà che il soggetto è lo stesso del dito medio, delle bandiere bruciate, della Padania di Tolkien, delle ampolle, dei dodici sbadigli mentre il Governo tenta di evitare la crisi etc. etc... Infatti non ce l'ho con lui, ma con tutti gli altri che gli consentono di proferire codeste aberrazioni senza obiettare nulla, e lo sbattono pure in prima pagina come se fosse un discorso di Degasperi.

Denuncia di #Amnesty International: detenuti torturati in #Libia

Denuncia di Amnesty International: detenuti torturati in Libia

 
 
 

ph. Globovisión (cc flickr)

ROMA. Amnesty International ha denunciato che negli ultimi mesi, fino alle recenti settimane, numerosi detenuti sono morti nelle carceri libiche dopo aver subito torture e che il ricorso alla tortura nei confronti di presunti combattenti e lealisti pro-Gheddafi è altamente diffuso. I delegati attualmente presenti in Libia hanno incontrato detenuti nelle carceri della capitale Tripoli e dei suoi dintorni, di Misurata e Gheryan, che recavano visibili segni delle torture: ferite ancora aperte sulla testa, sulle braccia, sulla schiena e su altre parti del corpo.

Le torture sono inflitte da appartenenti alle forze di sicurezza e militari ufficialmente riconosciute, cosi’ come dalle moltitudini di milizie armate che operano al di fuori di qualsiasi contesto legale.

“Dopo tutte le promesse di porre i centri di detenzione sotto controllo, è terribile constatare che non c’è stato alcun passo avanti per porre fine all’uso della tortura” ha dichiarato Donatella Rovera di Amnesty International. “Non siamo a conoscenza di alcuna indagine adeguata sui casi di tortura né di alcuna procedura per cui le vittime della tortura o i parenti di chi è morto sotto tortura abbiano potuto chiedere giustizia e risarcimento. Alcuni detenuti ci hanno raccontato le torture, altri si sono rifiutati, limitandosi a mostrarci le ferite, nel timore di poter subire un trattamento peggiore”.

I detenuti, sia libici che stranieri provenienti dai paesi dell’Africa subsahariana, hanno riferito ad Amnesty International di essere stati appesi in posizioni contorte, picchiati per ore con fruste, cavi, tubi di plastica, catene, sbarre di metallo e bastoni di legno e di aver subito scariche elettriche sia con gli elettrodi che con congegni simili alle pistole taser. Referti medici esaminati da Amnesty International hanno confermato l’uso della tortura su parecchi detenuti, alcuni dei quali morti in carcere.

I detenuti sono stati di solito torturati immediatamente dopo l’arresto da parte delle milizie armate locali e poi durante gli interrogatori, anche all’interno di luoghi ufficialmente riconosciuti come centri di detenzione. Finora i detenuti non sono stati autorizzati a incontrare i loro avvocati. Diversi di essi hanno detto ad Amnesty International di aver confessato reati mai commessi pur di far cessare le torture.

A Misurata, le torture proseguono nel centro adibito agli interrogatori della Sicurezza militare nazionale e nel quartier generale delle milizie armate. Numerosi detenuti sono morti mentre erano in custodia delle milizie armate a Tripoli, nei dintorni della capitale e a Misurata, in circostanze che fanno pensare alla tortura.

Il piu’ recente caso di morte in carcere a seguito di tortura di cui Amnesty International è a conoscenza è quello di Ezzeddine al-Ghool, un colonnello di 43 anni padre di sette figli, arrestato dalle milizie armate a Gheryan, 100 chilometri a sud di Tripoli, il 14 gennaio. Il suo corpo è stato riconsegnato ai parenti il giorno dopo, pieno di ematomi e ferite. I medici hanno confermato che è morto di tortura. Diversi altri detenuti sono stati torturati nello stesso periodo e otto di loro sono stati ricoverati in ospedale per le gravi ferite riportate.

Amnesty International sta investigando su altre denunce analoghe che ha ricevuto di recente. Nonostante le ripetute richieste fatte sin dal maggio scorso, Amnesty International rileva che le autorita’ di transizione della Libia, sia a livello locale che a livello nazionale, non hanno condotto reali indagini sui casi di tortura e sulle morti sospette in custodia.

Il funzionamento delle forze di polizia e del sistema giudiziario rimane discontinuo nel paese. In alcune zone della Libia i tribunali si occupano dei casi civili ma non di quelli “sensibili” relativi ad aspetti politici e di sicurezza. In loro vece, una serie di organismi non ufficiali, con nessuno statuto legale, compresi i cosiddetti “comitati giudiziari”, svolgono interrogatori nei centri di detenzione al di fuori di ogni controllo.

“Finora -sostiene Amnesty- chi controlla il potere non ha minimamente preso provvedimenti concreti per porre fine alle torture e ai maltrattamenti e chiamare i responsabili a rispondere dei loro crimini. Non stiamo sottostimando la complessità dei problemi che le autorità transitorie libiche devono affrontare per riprendere il controllo sulla moltitudine di milizie armate che operano in tutto il paese, ma pretendiamo che assumano iniziative ferme contro la tortura. Nell’interesse della costruzione di una nuova Libia basata sul rispetto dei diritti umani, questo tema non puo’ essere lasciato in fondo all’agenda”.

Amnesty International chiede alle autorità libiche di adottare con urgenza le seguenti misure: chiudere tutti i centri non ufficiali di detenzione e istituire meccanismi per porre tutti i centri di detenzione sotto il controllo delle autorità, assicurando effettivi controlli sulle procedure e sulle prassi adottate al loro interno; assicurare immediate indagini su tutti i casi noti o denunciati di torture e maltrattamenti, rimuovendo subito i responsabili da incarichi relativi alla detenzione in attesa dell’esito delle indagini; dove vi siano sufficienti prove, processare i responsabili secondo procedure eque e senza ricorso alla pena di morte; assicurare che tutti i detenuti abbiamo accesso agli avvocati; assicurare che i detenuti siano sottoposti a regolari esami medici e che i certificati medici da cui risultino ferite che potrebbero essere state causate dalla tortura siano consegnati ai detenuti e alle autorità giudiziarie.

26/01/2012

Pesaro, cittadinanza onoraria a bimbi nati da stranieri

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La provincia di Pesaro ha deciso di conferire la cittadinanza italiana onoraria a più di 4500 figli di immigrati nati negli ultimi dieci anni. La cerimonia prevede la consegna di un tricolore, di una copia della Costituzione, di una maglietta della nazionale e di un attestato che riporta la scritta: "sei italiano".

Australia day, aborigeni aggrediscono premier: “Vergogna, razzista!”

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Ambientalisti: fermare la riforma inutile e dannosa

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Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra, Mountain Wilderness, LIPU-BirdLife Italia  e WWF Italia lanciano insieme un appello per fermare la riforma della legge 394 sulle aree protette che rischia di stravolgere i parchi Nazionali.

 Gli aspetti più pericolosi della riforma avviata dalla Commissione Ambiente del Senato interessano essenzialmente tre aspetti della gestione delle nostre aree protette che per i loro contenuti rischiano di stravolgere alcuni dei principi fondamentali che hanno motivato la creazione dei Parchi e delle Riserve naturali non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Nei prossimi mesi per fermare questa riforma inutile e dannosa della Legge quadro sulle aree naturali protette le nostre Associazioni lavoreranno insieme, cercando il supporto del mondo scientifico, degli intellettuali, dei rappresentanti della cultura e dell’ampia maggioranza dell’opinione pubblica che ha a cuore la sorte dei nostri Parchi Nazionali e della natura che devono proteggere.

E' solo rispettando le finalità di tutela che i parchi possono rappresentare un forte richiamo per il turismo nazionale e internazionale con ricadute positive sull'occupazione.

 La riforma contestata vuole mettere in discussione il delicato equilibrio raggiunto nella gestione dei parchi tra rappresentanti del Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, del mondo scientifico, delle Associazioni ambientaliste e dei rappresentanti degli Enti Locali, nel rispetto della Costituzione che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di tutela degli ecosistemi proprio per ribadire l’interesse nazionale della conservazione della natura. Le proposte di modifica intendono spostare questo delicato equilibrio a vantaggio di coloro che rappresentano interessi locali e di settore con una maggioranza dei rappresentanti degli Enti Locali e l’introduzione di un rappresentante delle Associazioni agricole nel Consiglio  direttivo degli Enti Parco. Allo stesso tempo verrebbero eliminati i rappresentanti del mondo scientifico e ridotta la presenza delle Associazioni ambientaliste.

Queste modifiche, insieme alle nuove procedure previste per la nomina dei direttori dei parchi, non farebbero che aumentare la politicizzazione degli Enti Parco.

Una maggiore efficienza nella gestione degli Enti Parco, in particolare per la valorizzazione delle identità locali dei territori e lo sviluppo della “green economy”, sarebbe la motivazione principale dei sostenitori della riforma, ma questo può essere perseguito da diversi Enti pubblici nell’ambito delle loro ordinarie funzioni. Le aree naturali protette nascono per la conservazione della natura, se gli Enti Parco si trasformano in grandi Pro loco o agenzie di sviluppo locale finiscono per diventare inutili doppioni di Enti che oggi in molti vorrebbero tra l’altro cancellare.

Come secondo punto critico si aprirebbe la possibilità di cacciare nelle aree protette con la scusa del controllo delle specie aliene,  quando soluzioni efficaci sono possibili anche con l’attuale normativa ed organizzazione dei Parchi.

Terzo aspetto è il meccanismo di finanziamento degli Enti Parco con l’introduzione della riscossione di una royalty o di canoni su alcune attività ad elevato impatto ambientale (la coltivazione di idrocarburi, gli impianti idroelettrici, impianti a biomasse, oleodotti ed elettrodotti fuori terra, le attività estrattive, posti barca ecc)  che determinerebbero un pesante condizionamento delle decisioni di un Ente Parco che in prospettiva sarebbe a larga maggioranza controllato dai rappresentanti dei Comuni.

E il governo liberalizza le scorie radioattive

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Italia, operazione di polizia contro movimento No Tav/ video

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 Grandi opere - il bel paese - informalocale Cresce la repressione perche' la val di susa rappresenta un esempio troppo equot;pericolosoequot; ... per tutti quellic he resistiono in questo paese! Per chi vive a Torino e dintorni seguite i siti notav per teenrvi aggiornati sulle prossime probabili manifestazioni gia' nelal giornata di oggi e ricordatevi li''appuntamento di Sabato a torino che...

 
 

Operazione della Polizia all’alba di stamani in tutta Italia contro esponenti dei Centro sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni No Tav in Val Susa la scorsa estate, lastampait

 
 
 
Blitz contro i violenti del “No Tav” Operazione della Polizia all’alba di stamani in tutta Italia contro esponenti dei Centro sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni No Tav in Val Susa la scorsa estate. In 15 province sono state eseguite 26 ordinanze di custodia cautelare, una agli arresti domiciliari, quindici di [...]

 

 

Oggi in risposta agli arresti NoTAV

 

 
TorinoVive Cioa Fabio Oggi cersquo;e' una conferenza stampa alle 14.30 al presidio di Vaie Alle 17 e' convocato un presidio di protesta in Piazza Castello a Torino Alle 20.30 una Fiaccolata con partenza alla stazione di Bussoleno SABATO confermata la Manifestazione a Torino Seguiamo gli avvenimenti anche su Radio Blak Out, su http://www.notav.info/...
 
grazie

dipendenti e pensionati pagano il 93 (novantatre') per cento delle tasse!

Quei numeri di Bankitalia che i tecnici non vedono

 
 
 
Non che non lo sapessimo, ma veder scritto nero su bianco che dipendeni e pensionati (i tassati alla fonte) pagano il 93 (novantatre') per cento delle tasse in questo Paese e' semplicemente disgustoso. Teneteli bene a mente questi numeri, ricordateveli quando votate, quanto comprate, quando vi trovate a prendere una qualsiasi decisione equot;politicaequot; (quasi tutte lo sono). E dobbiamo...

VAL di SUSA, 26 ARRESTI PER GLI SCONTRI DI LUGLIO

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Nel mirino leader dei No Tav e dell’area antagonistaI reati: lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficialehttp://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_26/arresti-valsusa_49d72a9a-47e5-11e1-9901-97592fb91505.shtml —————————————————————– finalmente la magistratura fa quello che DOVEVA fare PFerrario Filed under: italiani, Lega nord, Linguaggio, Lobbies e corporazioni, Mafie, populismo, sinistre, violenza urbana