CONFIDIAMO NELLA CORTE COSTITUZIONALE

Segnalato da Cristina:

Via le ronde… Via il reato di clandestinità!!!

http://lafiondadurto.altervista.org/blog/2010/07/08/ultimora-la-corte-costituzionale-boccia-anche-il-reato-di-clandestinita/

*Ultim’ora; La Corte Costituzionale boccia anche il reato di clandestinità*
Posted By fred on luglio 8th, 2010
*Periodo di grandi bocciature per le leggi sfornate agli inizi dell’odierna legislatura.*

Dopo le famigerate ronde (http://lafiondadurto.altervista.org/blog/2010/06/24/ultimora-la-corte-costituzionale-stanga-le-ronde/), bocciate non più tardi di due settimana fa, un altro “capolavoro” del pacchetto sicurezza varato lo scorso Giugno, il reato di clandestinità, è stato giudicato incompatibile con la Costituzione.

Per l’esattezza l’articolo 3 della carta costituzionale italiana, forse il più importante, in quanto caposaldo di qualsiasi democrazia.

E’ l’articolo che al primo comma prevede l’uguaglianza formale tra tutti i cittadini, e la sua tutela attraverso quella sostanziale (gli interventi della Repubblica volti a ridurre le condizioni di disuguaglianza), disciplinata invece nel secondo comma.
Tra le varie distinzioni che l’articolo 3 vieta nel computo dei diritti civili, spicca proprio quella a base razziale. Una distinzione chiaramente adoperata dall’attuale governo xenofobo, in quanto prevedeva che Gianni e Moustafà, autori dello stesso reato, fossero condannati con pene diverse, in quanto la clandestinità risultava un’attenuante dello stesso reato, foss’anche furto di mutande.

Ma oggi, con il consueto anno di ritardo, la Corte ha detto di no.

Centinaia di associazioni, cattoliche e laiche, italiane e straniere, avevano immediatamente denunciato l’incostituzionalità di questo scempio; ma si sa, la Consulta vive in differita di un anno rispetto al resto del paese.

E’ doveroso, infine, evidenziare l’allergia patita da Berlusconi e seguaci per l’articolo 3 della Costituzione; non è infatti la prima volta che vi si scontrano con una legge ordinaria; già i lodi Schifani ed Alfano furono rispediti al mittente dalla corte, con la motivazione, tra le varie, di manifesta violazione dell’uguaglianza tra i cittadini.

La fresca immagine degli abruzzesi senza case sotto la lussuosa residenza del Premier, è l’emblema dei giorni odierni, sebbene riporti alla mia mente situazioni da feudalesimo: i braccianti, digiuni da giorni, si recano sotto l’immenso palazzo del Signorotto, invocando due pezzi di pane e un fazzoletto di terra.

Oggi le condizioni sono diverse, e le richieste anche. Ma la sfrenata disuguaglianza resta.

Francesco WOOLFTAIL Dal Moro

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http://www.unita.it/rubriche/italiarazzismo/100988

Reato di immigrazione clandestina, la partita è ancora aperta *

La Corte Costituzionale ha depositato le motivazioni delle sentenze con le quali ha affrontato la questione della legittimità dell’aggravante di clandestinità (249/2010) e del reato di immigrazione clandestina (250/2010).
In relazione all’aggravante di clandestinità, la Consulta ha affermato senza mezzi termini che i diritti inviolabili spettano «ai singoli, non in quanto partecipi di una determinata comunità politica, ma in quanto esseri umani» e, pertanto, «la condizione giuridica dello straniero non deve essere considerata come causa ammissibile di trattamenti diversificati e peggiorativi, specie nell’ambito del diritto penale».

Pertanto, l’aggravante di clandestinità è stata considerata incostituzionale, per violazione dell’art. 3 e dell’art. 25 della Costituzione, perché la sua unica giustificazione sarebbe «una presunzione generale ed assoluta di maggiore pericolosità dell’immigrato irregolare, che si riflette sul trattamento sanzionatorio di qualunque violazione della legge penale da lui posta in essere». Più chiaro di così. Il reato di immigrazione clandestina, invece, ha superato l’esame della Corte. Ma, nel leggere la sentenza, sembra che la Consulta abbia lasciato dei margini per ulteriori esami, laddove le ordinanze di rinvio investano profili che, fino ad esso, sembrano non essere stati sollevati. La Consulta, infatti, ha
sottolineato come, sebbene la classificazione dell’immigrazione irregolare come reato rientri «nella discrezionalità del legislatore», tale discrezionalità potrebbe «formare oggetto di sindacato, sul piano della legittimità costituzionale, solo ove si traduca in scelte manifestamente irragionevoli e arbitrarie». Insomma, la partita resta ancora aperta. Provvidenzialmente.

10 luglio 2010

CONFIDIAMO NELLA CORTE COSTITUZIONALEultima modifica: 2010-07-12T23:19:44+02:00da paoloteruzzi
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