emergenza profughi

Scoppia il caso di Pieve Emanuele

 
 
 

Hanno occupato strade e piazze e bloccato i mezzi pubblici. In 230, i profughi alloggiati dal 13 maggio nel residence Ripamonti a Pieve Emanuele in provincia di Milano hanno detto basta.

Maurizio Obino, capogruppo di Fli nel consiglio comunale e collaboratore della comunità Exodus, in presa diretta: «C’è la polizia schierata in assetto antisommossa perché sempra siano stati malmenati alcuni ragazzi che avevano deciso di non partecipare all’agitazione».

La situazione degli immigrati non è delle più facili, spiega Obino: Che aggiunge: «hanno naturalmente vitto e alloggio garantiti ma nessuna prospettiva per il futuro. Nessuno di loro sa cosa succederà domani. Le giornate sono lunghe e col tempo gli animi si possono esasperare. Era prevedibile».

All’orizzonte, infatti, non ci sono soluzioni perché «né l’amministrazione comunale, né il governo centrale sembrano avere in mano la situazione. Il sindaco, a giugno aveva lanciato un ultimatum, se entro dieci giorni non fossero stati trasferiti gli ospiti del residence si sarebbe dimesso. I dieci giorni sono passati, lui è ancora al suo posto e gli immigrati sono in rivolta».

Chi non ci sta ad accettare la situazione è Ettore Fusco, sindaco di Opera, comune che confina con Pieve Emanuele, che accusa direttamente il governo: «il nostro Stato si è dimostrato ancora una volta debole e inconcludente. Vivendo il territorio e conoscendo la realtà del sud Milano avevamo ampiamente previsto questa rivoluzione, frutto dell’abbandono e della noncuranza che il governo centrale ha nei confronti degli enti locali». Non solo, secondo Fusco: «erano stati promessi aiuti e soprattutto tempi certi: promesse che non sono state mantenute e le cui conseguenze, ora ricadono sulla cittadinanza. Intanto gli agenti della polizia locale presidieranno il confine per evitare che gruppi di profughi si trasferiscano a Opera».

A questo tema, è dedicata la copertina del numero di Vita in edicola da venerdì 7 ottobre. Il titolo: “Business profughi. Vù ospità?”. Mentre  il sommario spiega come «ogni giorno l’Italia spende 1,2 milioni di euro per l’emergenza Nord Africa. Fondi usati per parcheggiare migliaia di immigrati in alberghi-ghetto invece che per sostenere progetti di inclusione sociale». All’interno una fotografia coi numeri, i luoghi e i retroscena del fenomeno. Ne parlano tra gli altri anche Sergio Segio, che firma “Gli sbarchi a Lempedusa? Ci guadagano in troppi”, Claudio Ilarietti, presidente del consorzio, Ex.it in “Senza progetti, sono soldi gettati al vento. Per questo abbiamo chiuso le porte” e, nell’intervista “Comunità più grandi per legge. Ecco il piano per uscire dall’impasse”, Lorena Rambaudi, coordinatore per le politiche sociali della Conferenza Regioni.

emergenza profughiultima modifica: 2011-10-05T22:20:47+02:00da paoloteruzzi
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