meeting di cl: soldi e così sia!

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Soldi e così sia

Il Meeting di Cl a Rimini, sempre più centro di interessi e trattative tra poteri forti. Lunghissima la lista dei ricchi sponsor: “ogni nome un suo perché”

“Quella natura che ci spinge a desiderare cose grandi è il cuore”. Cammini per la Fiera di Rimini e ritrovi ovunque questo slogan: sulle magliette dei ragazzi, sui muri, sui maxischermi. Finché non te la senti risuonare dentro e l’accento si ferma sull’ultima parola: cuore. E ti ritorna in mente il Vangelo di Matteo, così secco, così privo di alternative: “Dove è il tuo tesoro, là è il tuo cuore”. E allora ti poni una domanda: dov’è il tesoro di Cl e dove il suo cuore?
A volte ci si chiede perché Cl abbia scelto Rimini. E proprio in agosto. Qui c’è la capitale estiva dei divertimenti: palazzi cresciuti in disordine sulla riva, viali che risuonano delle percussioni delle discoteche, spiagge dove tutti vogliono cadere in tentazione. Intanto alla Fiera i ciellini celebrano il loro meeting. Ma c’è qualcosa di dissonante anche all’interno dei padiglioni. Non sono solo la cupola e le torri che, ironia dell’architettura, da lontano ricordano una moschea. Il punto è che non si riesce a capire quale sia l’anima del meeting: l’entusiasmo dei giovani oppure la fiera del potere che si autocelebrano.
 

I numeri del potere ciellino
Non è un mistero che Cl, attraverso il braccio della Compagnia delle Opere (Cdo), sia uno dei più importanti – e onnipresenti – soggetti economici del Paese con 35mila aziende, mille organizzazioni no profit e un giro d’affari di 70 miliardi. In Lombardia, addirittura, è tra le prime “industrie”. Ma Cl e Cdo sono molto di più. Per capirlo bisogna venire a Rimini, camminare per i padiglioni, scorrere l’elenco di ospiti e sponsor.
Niente di illecito, né di nascosto. Anzi, è tutto alla luce del sole. Ma il confine tra movimento cattolico e lobby è stato superato. E chissà se quei ragazzi con le magliette colorate si rendono davvero conto di che cosa succede accanto a loro, mentre suonano la chitarra e i vip si incontrano in grandi aule e salette riservate.
Ormai non ci si scompone più se la Regione Lombardia finanzia con soldi pubblici (234mila euro) un meeting confessionale e politicamente orientato che si svolge in Romagna. Un incontro promosso dal movimento di cui il Governatore Roberto Formigoni è tra i leader indiscussi.

Ma il meeting è stato realizzato anche con il contributo di enti locali: Regione Emilia Romagna, comune e provincia di Rimini. Certo, qui arrivano fino a ottocentomila persone, però qualcuno potrebbe chiedersi se sia opportuno che un ente pubblico partecipi a iniziative private dichiaratamente orientate, da un punto di vista confessionale e politico (nel centrodestra gli esponenti di Cl non si contano). E fa appena sorridere che questi enti locali siano magari amministrati dal centrosinistra, in nome di un ecumenismo politico, prima che religioso.
La novità di queste ultime edizioni, però, si legge scorrendo i nomi degli sponsor. “Ogni nome, gratta gratta, ha un suo perché”, sorride amaro Antonio, militante ciellino dissidente. L’elenco è lungo: Bombardier, Finmeccanica, Intesa San Paolo, Ania, A2A, Autostrade, Consta, Coop, Enel, Eni, Ferrovie, Grana Padano, Gioco del Lotto, Marco Polo, Motta, Sky, Siemens, Telecom e Win For Life.

E qui già un primo quesito si pone: perché società in mano pubblica sponsorizzano un evento che ha, appunto, un orientamento così preciso? Prendete A2A, società energetica controllata dai comuni di Milano e di Brescia. Ci sono poi le Ferrovie. Quindi Enel ed Eni, che vedono tra i principali soci lo Stato. Certo, sono colossi, che sponsorizzano centinaia di manifestazioni. Ma i loro amministratori, da Mauro Moretti a Paolo Scaroni, sono ospiti del meeting. Ed essere presenti qui, diventare amici di Cl, vale un’assicurazione di lunga vita. Alcuni interventi, come quello di Scaroni, meriterebbero di essere riportati integralmente, con gli attacchi pesantissimi ai lavoratori meridionali campioni di assenteismo o all’egualitarismo figlio del ’68 che danneggia i migliori. Un successo, un discorso calibrato per far andare in brodo di giuggiole Giulio Tremonti seduto lì accanto. Insomma, l’assenteismo degli operai del Sud è il grande cancro dell’Italia.

Nessun accenno alla corruzione, ovviamente. Ma gli occhi più attenti si appuntano su altre società. Finmeccanica (di cui lo Stato detiene il 32%), per esempio, che brinda al ritorno al nucleare. E qui Ferruccio Pinotti su Micromega ha ricordato un aspetto interessante: “Non è un caso che nel 2009 a discutere di nucleare al meeting fossero presenti Fulvio Conti (ad di Enel), Umberto Quadrino (ad di Edison) e Giuliano Zoccoli (presidente di A2A)… i top manager dell’energia italiana si sono definiti vecchi amici del meeting… non solo, a benedire l’intesa si mosse fino a Rimini l’allora ministro Claudio Scajola”. Insomma, sulla costa romagnola nascono intese. Ma Pinotti si spinge più in là: la Compagnia delle Opere penserebbe di inserirsi a qualche titolo nel business del nucleare.
Quanti nomi noti. Uno poi fa quasi sorridere pensando al passato: le Coop. Sì, il braccio economico del Pci-Pds-Ds-Pd che sponsorizza l’omologo del centrodestra. Nasce insomma un’asse per affari da centinaia di miliardi.

Tutti in fila per “stringere rapporti”
Pippo Civati
, giovane promessa del Pd e tra i pochi che denunciano lo strapotere di Cl, dà una doppia lettura del sostegno che le imprese danno al meeting: “C’è il desiderio di stringere buoni rapporti con il movimento e le sue ramificazioni economiche. Ma non solo: essere vicini a Cl potrebbe anche aiutare a garantirsi la simpatia degli amministratori pubblici legati alla lobby”.
Insomma, bisogna esserci. Vale anche per Corrado Passera (ad di Banca Intesa) e Cesare Geronzi (presidente di Generali) che dal ponte di comando dei loro colossi parrebbero non doversi curare di questioni di piccolo cabotaggio come queste.

Finanza, ma anche politica. Ovviamente. Giovedì a Rimini è sbarcato Luca Zaia, neogovernatore del Veneto. Proprio un esponente di quella Lega da sempre diffidente nei confronti di Cl. I ciellini, però, sono realisti. Restano legati a Formigoni, ma hanno capito che in Veneto ormai il Pdl vale come il due di picche. Se si vuole contare qualcosa, magari nella sanità, occorre puntare sulla Lega. A Roma invece c’è Gianni Alemanno, dal 2002 ospite fisso del meeting. “Vado anche per ragioni politiche”, disse una volta. Intanto Cl sbarca nella capitale: l’ingegner Luigi Legnani recentemente è stato nominato presidente della Nuova Atac, l’azienda romana dei trasporti. Niente da dire, è un valido esperto. Ma è anche amico di Formigoni e vicino a Comunione e Liberazione.
Chissà se i ragazzi con la chitarra che ogni sera si radunano intorno alle fontane della Fiera conoscono questi retroscena. Forse quei nomi noti che sgomitano per essere presenti al meeting li fanno sentire orgogliosi della loro manifestazione. Ma gettano una luce diversa su tutto, perfino sui cori e le preghiere che ascolti quando la Fiera si svuota.

Da Il Fatto Quotidiano del 28 agosto 2010

meeting di cl: soldi e così sia!ultima modifica: 2010-08-30T00:29:00+02:00da paoloteruzzi
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