INFORMAZIONE (e sociale) IN RETE

27/01/2012

Storie di ordinaria eversione

Storie di ordinaria eversione

 
 
 
Umberto Bossi sbadigllia alla Camera mentre Berlusconi chiede la fiducia Claudio Messora Byoblu Byoblu.Com

 " Berlusconi «non è stato furbo e non ha chiesto neanche una buonuscita dopo che ha lasciato il governo» rispondendo a una domanda sul processo Mills in corso a Milano. "  [Corriere della Sera]

 Lo ha detto Umberto Bossi, dopo avere anche dato al suo alleato (ma anche nemico) storico della "mezza cartuccia". Altro che schettinismo: questa è l'Italia reale, dopo che per anni abbiamo alzato l'asticella della tolleranza fino a farla saltare del tutto. Si dicono con estremo candore cose che rappresentano vere e proprie formulazioni di attività eversive. E che ci fosse un giornalista che glielo contesta!

 

 Cosa avrebbe dovuto fare, le mezza cartuccia, secondo Bossi? Avrebbe dovuto pretendere lo stralcio del caso Mills in cambio dell'abbandono di Palazzo Chigi? E a chi avrebbe dovuto chiederlo, di grazia? Al Parlamento? Al Capo dello Stato? Agli alieni? No, perché in questo paese sudamericano (e non intendo la parte più civile del sudamerica), potrei anche sbagliarmi, ma mi risulta che viga la separazione tra i poteri. In che modo il potere giudiziario potrebbe essere indotto a stralciare un procedimento, se non condizionando dall'interno i suoi membri con un'azione di stampo meramente piduistico? 

 O forse Bossi intendeva dire che Berlusconi avrebbe dovuto farsi una ennesima legge ad-personam, l'ennesima incostituzionale che la Consulta, con aggravio di spese a carico del contribuente e dopo un anno e mezzo di trafila, avrebbe annullato (non dopo la consueta firma da parte di Napolitano, il distributore automatico di senatori a vita)?

 Mi si obietterà che il soggetto è lo stesso del dito medio, delle bandiere bruciate, della Padania di Tolkien, delle ampolle, dei dodici sbadigli mentre il Governo tenta di evitare la crisi etc. etc... Infatti non ce l'ho con lui, ma con tutti gli altri che gli consentono di proferire codeste aberrazioni senza obiettare nulla, e lo sbattono pure in prima pagina come se fosse un discorso di Degasperi.

Denuncia di #Amnesty International: detenuti torturati in #Libia

Denuncia di Amnesty International: detenuti torturati in Libia

 
 
 

ph. Globovisión (cc flickr)

ROMA. Amnesty International ha denunciato che negli ultimi mesi, fino alle recenti settimane, numerosi detenuti sono morti nelle carceri libiche dopo aver subito torture e che il ricorso alla tortura nei confronti di presunti combattenti e lealisti pro-Gheddafi è altamente diffuso. I delegati attualmente presenti in Libia hanno incontrato detenuti nelle carceri della capitale Tripoli e dei suoi dintorni, di Misurata e Gheryan, che recavano visibili segni delle torture: ferite ancora aperte sulla testa, sulle braccia, sulla schiena e su altre parti del corpo.

Le torture sono inflitte da appartenenti alle forze di sicurezza e militari ufficialmente riconosciute, cosi’ come dalle moltitudini di milizie armate che operano al di fuori di qualsiasi contesto legale.

“Dopo tutte le promesse di porre i centri di detenzione sotto controllo, è terribile constatare che non c’è stato alcun passo avanti per porre fine all’uso della tortura” ha dichiarato Donatella Rovera di Amnesty International. “Non siamo a conoscenza di alcuna indagine adeguata sui casi di tortura né di alcuna procedura per cui le vittime della tortura o i parenti di chi è morto sotto tortura abbiano potuto chiedere giustizia e risarcimento. Alcuni detenuti ci hanno raccontato le torture, altri si sono rifiutati, limitandosi a mostrarci le ferite, nel timore di poter subire un trattamento peggiore”.

I detenuti, sia libici che stranieri provenienti dai paesi dell’Africa subsahariana, hanno riferito ad Amnesty International di essere stati appesi in posizioni contorte, picchiati per ore con fruste, cavi, tubi di plastica, catene, sbarre di metallo e bastoni di legno e di aver subito scariche elettriche sia con gli elettrodi che con congegni simili alle pistole taser. Referti medici esaminati da Amnesty International hanno confermato l’uso della tortura su parecchi detenuti, alcuni dei quali morti in carcere.

I detenuti sono stati di solito torturati immediatamente dopo l’arresto da parte delle milizie armate locali e poi durante gli interrogatori, anche all’interno di luoghi ufficialmente riconosciuti come centri di detenzione. Finora i detenuti non sono stati autorizzati a incontrare i loro avvocati. Diversi di essi hanno detto ad Amnesty International di aver confessato reati mai commessi pur di far cessare le torture.

A Misurata, le torture proseguono nel centro adibito agli interrogatori della Sicurezza militare nazionale e nel quartier generale delle milizie armate. Numerosi detenuti sono morti mentre erano in custodia delle milizie armate a Tripoli, nei dintorni della capitale e a Misurata, in circostanze che fanno pensare alla tortura.

Il piu’ recente caso di morte in carcere a seguito di tortura di cui Amnesty International è a conoscenza è quello di Ezzeddine al-Ghool, un colonnello di 43 anni padre di sette figli, arrestato dalle milizie armate a Gheryan, 100 chilometri a sud di Tripoli, il 14 gennaio. Il suo corpo è stato riconsegnato ai parenti il giorno dopo, pieno di ematomi e ferite. I medici hanno confermato che è morto di tortura. Diversi altri detenuti sono stati torturati nello stesso periodo e otto di loro sono stati ricoverati in ospedale per le gravi ferite riportate.

Amnesty International sta investigando su altre denunce analoghe che ha ricevuto di recente. Nonostante le ripetute richieste fatte sin dal maggio scorso, Amnesty International rileva che le autorita’ di transizione della Libia, sia a livello locale che a livello nazionale, non hanno condotto reali indagini sui casi di tortura e sulle morti sospette in custodia.

Il funzionamento delle forze di polizia e del sistema giudiziario rimane discontinuo nel paese. In alcune zone della Libia i tribunali si occupano dei casi civili ma non di quelli “sensibili” relativi ad aspetti politici e di sicurezza. In loro vece, una serie di organismi non ufficiali, con nessuno statuto legale, compresi i cosiddetti “comitati giudiziari”, svolgono interrogatori nei centri di detenzione al di fuori di ogni controllo.

“Finora -sostiene Amnesty- chi controlla il potere non ha minimamente preso provvedimenti concreti per porre fine alle torture e ai maltrattamenti e chiamare i responsabili a rispondere dei loro crimini. Non stiamo sottostimando la complessità dei problemi che le autorità transitorie libiche devono affrontare per riprendere il controllo sulla moltitudine di milizie armate che operano in tutto il paese, ma pretendiamo che assumano iniziative ferme contro la tortura. Nell’interesse della costruzione di una nuova Libia basata sul rispetto dei diritti umani, questo tema non puo’ essere lasciato in fondo all’agenda”.

Amnesty International chiede alle autorità libiche di adottare con urgenza le seguenti misure: chiudere tutti i centri non ufficiali di detenzione e istituire meccanismi per porre tutti i centri di detenzione sotto il controllo delle autorità, assicurando effettivi controlli sulle procedure e sulle prassi adottate al loro interno; assicurare immediate indagini su tutti i casi noti o denunciati di torture e maltrattamenti, rimuovendo subito i responsabili da incarichi relativi alla detenzione in attesa dell’esito delle indagini; dove vi siano sufficienti prove, processare i responsabili secondo procedure eque e senza ricorso alla pena di morte; assicurare che tutti i detenuti abbiamo accesso agli avvocati; assicurare che i detenuti siano sottoposti a regolari esami medici e che i certificati medici da cui risultino ferite che potrebbero essere state causate dalla tortura siano consegnati ai detenuti e alle autorità giudiziarie.

26/01/2012

Pesaro, cittadinanza onoraria a bimbi nati da stranieri

Pesaro, cittadinanza onoraria a bimbi nati da stranieri

 
 
 
La provincia di Pesaro ha deciso di conferire la cittadinanza italiana onoraria a più di 4500 figli di immigrati nati negli ultimi dieci anni. La cerimonia prevede la consegna di un tricolore, di una copia della Costituzione, di una maglietta della nazionale e di un attestato che riporta la scritta: "sei italiano".

Australia day, aborigeni aggrediscono premier: “Vergogna, razzista!”

Australia day, aborigeni aggrediscono premier: “Vergogna, razzista!”

 
 
 
Gli aborigeni che protestavano contro l’Australia Day hanno aggredito il premier Julia Gillard, portata poi in salvo dalle forze dell’ordine. La festa nazionale, che celebra l’arrivo dei primi coloni britannici nel 1788, è vista dagli originari abitanti dell’Isola come Invasion Day. È stato un commento del capo dell’opposizione Tony Abbott sulla “Tenda dell’ambasciata aborigena” a provocare [...]

Ambientalisti: fermare la riforma inutile e dannosa

Ambientalisti: fermare la riforma inutile e dannosa

 
 
 

Fondo Ambiente Italiano, Italia Nostra, Mountain Wilderness, LIPU-BirdLife Italia  e WWF Italia lanciano insieme un appello per fermare la riforma della legge 394 sulle aree protette che rischia di stravolgere i parchi Nazionali.

 Gli aspetti più pericolosi della riforma avviata dalla Commissione Ambiente del Senato interessano essenzialmente tre aspetti della gestione delle nostre aree protette che per i loro contenuti rischiano di stravolgere alcuni dei principi fondamentali che hanno motivato la creazione dei Parchi e delle Riserve naturali non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Nei prossimi mesi per fermare questa riforma inutile e dannosa della Legge quadro sulle aree naturali protette le nostre Associazioni lavoreranno insieme, cercando il supporto del mondo scientifico, degli intellettuali, dei rappresentanti della cultura e dell’ampia maggioranza dell’opinione pubblica che ha a cuore la sorte dei nostri Parchi Nazionali e della natura che devono proteggere.

E' solo rispettando le finalità di tutela che i parchi possono rappresentare un forte richiamo per il turismo nazionale e internazionale con ricadute positive sull'occupazione.

 La riforma contestata vuole mettere in discussione il delicato equilibrio raggiunto nella gestione dei parchi tra rappresentanti del Ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura, del mondo scientifico, delle Associazioni ambientaliste e dei rappresentanti degli Enti Locali, nel rispetto della Costituzione che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di tutela degli ecosistemi proprio per ribadire l’interesse nazionale della conservazione della natura. Le proposte di modifica intendono spostare questo delicato equilibrio a vantaggio di coloro che rappresentano interessi locali e di settore con una maggioranza dei rappresentanti degli Enti Locali e l’introduzione di un rappresentante delle Associazioni agricole nel Consiglio  direttivo degli Enti Parco. Allo stesso tempo verrebbero eliminati i rappresentanti del mondo scientifico e ridotta la presenza delle Associazioni ambientaliste.

Queste modifiche, insieme alle nuove procedure previste per la nomina dei direttori dei parchi, non farebbero che aumentare la politicizzazione degli Enti Parco.

Una maggiore efficienza nella gestione degli Enti Parco, in particolare per la valorizzazione delle identità locali dei territori e lo sviluppo della “green economy”, sarebbe la motivazione principale dei sostenitori della riforma, ma questo può essere perseguito da diversi Enti pubblici nell’ambito delle loro ordinarie funzioni. Le aree naturali protette nascono per la conservazione della natura, se gli Enti Parco si trasformano in grandi Pro loco o agenzie di sviluppo locale finiscono per diventare inutili doppioni di Enti che oggi in molti vorrebbero tra l’altro cancellare.

Come secondo punto critico si aprirebbe la possibilità di cacciare nelle aree protette con la scusa del controllo delle specie aliene,  quando soluzioni efficaci sono possibili anche con l’attuale normativa ed organizzazione dei Parchi.

Terzo aspetto è il meccanismo di finanziamento degli Enti Parco con l’introduzione della riscossione di una royalty o di canoni su alcune attività ad elevato impatto ambientale (la coltivazione di idrocarburi, gli impianti idroelettrici, impianti a biomasse, oleodotti ed elettrodotti fuori terra, le attività estrattive, posti barca ecc)  che determinerebbero un pesante condizionamento delle decisioni di un Ente Parco che in prospettiva sarebbe a larga maggioranza controllato dai rappresentanti dei Comuni.

E il governo liberalizza le scorie radioattive

E il governo liberalizza le scorie radioattive

 
 
 
Il bel paese - Informalocale visto che noi in piemonte siamo quelli che rischiano di piu'.... giro questa notizia anche su InformaLocale. Ciao Fabio Scritto e segnalato da Mauro Ravarino E il governo liberalizza le scorie radioattive Un piccolo comma nel decreto sulle liberalizzazioni riapre la questione delle scorie nucleari, stabilendo che il governo puo' installare dove vuole i...

Italia, operazione di polizia contro movimento No Tav/ video

 Italia, operazione di polizia contro movimento No Tav/ video

 Grandi opere - il bel paese - informalocale Cresce la repressione perche' la val di susa rappresenta un esempio troppo equot;pericolosoequot; ... per tutti quellic he resistiono in questo paese! Per chi vive a Torino e dintorni seguite i siti notav per teenrvi aggiornati sulle prossime probabili manifestazioni gia' nelal giornata di oggi e ricordatevi li''appuntamento di Sabato a torino che...

 
 

Operazione della Polizia all’alba di stamani in tutta Italia contro esponenti dei Centro sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni No Tav in Val Susa la scorsa estate, lastampait

 
 
 
Blitz contro i violenti del “No Tav” Operazione della Polizia all’alba di stamani in tutta Italia contro esponenti dei Centro sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni No Tav in Val Susa la scorsa estate. In 15 province sono state eseguite 26 ordinanze di custodia cautelare, una agli arresti domiciliari, quindici di [...]

 

 

Oggi in risposta agli arresti NoTAV

 

 
TorinoVive Cioa Fabio Oggi cersquo;e' una conferenza stampa alle 14.30 al presidio di Vaie Alle 17 e' convocato un presidio di protesta in Piazza Castello a Torino Alle 20.30 una Fiaccolata con partenza alla stazione di Bussoleno SABATO confermata la Manifestazione a Torino Seguiamo gli avvenimenti anche su Radio Blak Out, su http://www.notav.info/...
 
grazie

dipendenti e pensionati pagano il 93 (novantatre') per cento delle tasse!

Quei numeri di Bankitalia che i tecnici non vedono

 
 
 
Non che non lo sapessimo, ma veder scritto nero su bianco che dipendeni e pensionati (i tassati alla fonte) pagano il 93 (novantatre') per cento delle tasse in questo Paese e' semplicemente disgustoso. Teneteli bene a mente questi numeri, ricordateveli quando votate, quanto comprate, quando vi trovate a prendere una qualsiasi decisione equot;politicaequot; (quasi tutte lo sono). E dobbiamo...

VAL di SUSA, 26 ARRESTI PER GLI SCONTRI DI LUGLIO

VAL di SUSA, 26 ARRESTI PER GLI SCONTRI DI LUGLIO

 
 
 
Nel mirino leader dei No Tav e dell’area antagonistaI reati: lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficialehttp://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_26/arresti-valsusa_49d72a9a-47e5-11e1-9901-97592fb91505.shtml —————————————————————– finalmente la magistratura fa quello che DOVEVA fare PFerrario Filed under: italiani, Lega nord, Linguaggio, Lobbies e corporazioni, Mafie, populismo, sinistre, violenza urbana

bertolaso e il terremoto "mediatico"

Come si previene un terremoto

 
 
 
Internet for Giuliani Giampaolo Giuliani Radon Terremoto Terremoti Prevedibilità INGV Antonio Piersanti Claudio Messora Byoblu Byoblu.com

 I governi vanno, i governi vengono, così come le cose degli uomini. La Terra invece resta. E con lei il suo respiro, che a volte percepiamo come un pericolo mortale. Le chiamiamo catastrofi naturali, ma niente è più ordinario di un cataclisma. E' solo questione di tempo. La domanda giusta è: come convivere con la natura, ricordandosi di esserne parte e non i padroni?

 

 Il 6 aprile 2009 ero a L'Aquila. Girai un servizio: L'Aquila rasa al suolo. Fu l'inizio di un lungo cammino che mi portò a incrociare la strada di Giampaolo Giuliani, un ricercatore indipendente che studiava il modo di prevedere i terremoti. Ne era convinto lui ma ne era convinto anche il sindaco Cialente, che gli aveva affidato il monitoraggio delle scuole. Ne erano convinti anche i vigili e le istituzioni, che tutti i giorni controllavano i grafici del radon sul sito web di Giuliani. Per questo alcune strutture furono evacuate prima della mezzanotte, il 5 aprile.

  E potevano convincersene anche gli italiani, se quell'intervista che la Rai aveva ricevuto sette giorni prima, nella quale Giuliani diceva che le sue strumentazioni indicavano possibili forti eventi sismici in arrivo, fosse stata trasmessa. Ma al TG1 delle 20 quel servizio non arrivò mai: sulla via del ritorno, la troupe che aveva girato il materiale ricevette una telefonata, anzi due. Quella roba non doveva passare. Nello stesso momento, la Commissione Grandi Rischi si riuniva a L'Aquila per valutare i pericoli che la popolazione correva. Uscì un comunicato: diceva che siccome i terremoti non si possono prevedere, non c'era nessun rischio. La gente venne tranquillizzata, perché si fidava dei grandi esperti e della protezione civile, e non si preparò al peggio. Mancavano 7 giorni al sisma che avrebbe ucciso 300 persone. Se quell'intervista fosse fosse stata trasmessa, forse molti di loro si sarebbero salvati.

 Venni in possesso della cassetta e ne pubblicai il contenuto, insieme alla testimonianza di un operatore Rai. Quella denuncia oggi fa parte degli atti d'accusa della Procura dell'Aquila contro Guido Bertolaso, l'uomo che non sembrava interessato a comprendere a fondo i reali rischi che correva la popolazione aquilana, ma solo a "tranquillizzare la gente". Questa la sua telefonata all'assessore regionale Daniela Stati, la sera prima della fatidica riunione della Commissione Grandi Rischi.

Separa
" Bisogna zittire qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni. Ti mando i luminari del terremoto, da te o in prefettura, decidete voi.. a me non me ne frega niente…in modo che è più un’operazione mediatica. Così loro, che sono i massimi esperti di terremoto, diranno: è una situazione normale."
 " Facciamo questa riunione che non è perché siamo spaventati e preoccupati, ma è perché vogliamo tranquillizzare la gente... E invece di parlare io e te, facciamo parlare i massimi scienziati nel campo della sismologia. 
"
  Contro Giuliani, reo di avere sollevato dubbi e perplessità con le sue ricerche, si scatenò l'inferno. Le televisioni locali e le radio ricevettero l'istruzione di metterlo a tacere. Neppure dopo il terremoto, quando fu evidente che la Commissione aveva avuto torto e lui ragione, si costruì un dibattito sulla questione della prevedibilità dei terremoti e dei suoi studi. Io fui l'unico a difendere il diritto dei cittadini ad essere informati. Un blogger che doveva sopperire alle carenze del servizio pubblico, pensate un po'. Ma era l'era Berlusconi: ciò che non passava per le televisioni non esisteva, mentre ciò che veniva trasmesso, perfino se inventato, era reale. 

 Oggi la Commissione Grandi Rischi è rinviata a processo e Guido Bertolaso è indagato per omicidio colposo. Giuliani è stato prosciolto dall'accusa costruita ad arte di procurato allarme, con una sentenza che viceversa riconosce la correlazione tra i suoi studi e la prevedibilità dei terremoti. Avevamo ragione noi. Anche se Cristiano D., l'operatore che aveva partecipato alla realizzazione dell'intervista a Giuliani, sette giorni prima del sisma, e che me ne aveva reso testimonianza, per quel gesto eroico ha perduto il lavoro. Un cittadino come lui, disponibile a mettersi in gioco pur di contribuire ad accertare la verità, dovrebbe ricevere una medaglia, non restare disoccupato. Se aveste un lavoro per lui, mettetevi pure in contatto con me.

  Per sopperire alla carenza di informazioni, oltre ad un assiduo lavoro durato un anno che trascorsi sul campo, realizzai un doppio dvd. Il titolo, "Internet for Giuliani", non deve trarre in inganno. Era nato dall'esigenza di rispondere alle richieste della gente che aveva il diritto saperne di più, ma non era di parte né fazioso. Non avrebbe potuto, perché fu il primo esperimento di realizzazione di un documentario dal basso. Chi poteva, contribuiva alla produzione con quello che aveva. Anche un euro andava bene. I loro nomi scorrono in fondo al secondo dvd, prima dei titoli di coda. Per chi, come me, crede in una rete fatta di persone, è commovente. 

 Ma non poteva essere un contributo di parte, avrebbe dovuto mostrare lo stato dell'arte, i punti di forza e quanto ancora andava migliorato. Così non solo realizzai un doppio dvd equilibrato, coinvolgendo anche l'INGV, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ma fui l'unico a portare il direttore della sezione Sismologia e Tettonofisica a L'Aquila, direttamente nei laboratori di Giuliani, per un confronto diretto. Non lo poteva fare la Rai? No, stando al corso delle indagini forse "non lo doveva" fare. 

 Oggi ci sono stati violenti terremoti nel nord Italia. La prima prevenzione si fa costruendo edifici e abitazioni in sintonia con gli umori della natura. Ma si può fare di più. Per esempio facendo in modo che le ricerche di Giuliani possano essere oggetto di discussione pubblica. Per chi vuole informarsi sulla prevedibilità dei terremoti, può ancora ricevere il doppio Dvd, con 4 ore di contenuti e l'inchiesta speciale agli atti della Procura dell'Aquila, inviando un contributo spese di 12,50€, spedizione inclusa.Ne restano solo 100. Quando saranno finiti, non sarà più possibile averlo. 

 I ricavi (minimi) contribuiranno a sostenere le spese di gestione del blog, che sono sempre tremendamente superiori alle mie possibilità.

  se vuoi essere fra gli ultimi cento, clicca qui: Ricevi il doppio DVD
  oppure scrivi una email a ordini@byoblu.com.
  ecco l'elenco di chi l'ha già avuto prima di te: Il Popolo di Internet for Giuliani
 
 
grazie

Scontri a São Paulo

Scontri a São Paulo

 
 
 

Più di duemila poliziotti hanno occupato la favela di Pinheirinho, vicino a São Paulo, per sgomberarla. I residenti hanno fatto resistenza e sono scoppiati violenti scontri tra forze dell’ordine e popolazione locale.Brazilian police clash with slum residents for second day | World news | guardian.co.uk

 

garzie

il nuovo parlamento egiziano

Ecco il nuovo parlamento

 
 
 

Fratelli musulmani, salafiti, religiosi, un presidente e poche donne.

BBC News – What does Egypt’s parliament look like?

 

 

garzie

Il senato approva il decreto sulle #carceri

Il senato approva il decreto sulle carceri

 
 
 

Il senato approva con 226 sì 40 no e otto astenuti il decreto presentato dal ministro della giustizia Paola Severino sul sovraffollamento delle carceri, che passa ora all’esame della Camera.

Tra i punti principali, il maggior ricorso agli arresti domiciliari e la chiusura nel 2013 degli Ospedali psichiatrici giudiziari.

Le strutture erano al centro di un’inchiesta della Commissione senatoriale presieduta da Ignazio Marino.

Decreto svuotacarceri, sì del Senato E chiudono gli ex manicomi criminali – Corriere della Sera

 

grazie

25/01/2012

'ndrangheta a Torino

'ndrangheta a Torino

 
 
 
Informalocale - collusi con la mafia Vi consigliamo la visione dei video caricati nella home page di FabioNews dalla trasmissioen televisiva Presa diretta(RAI 3) del 15/01/2012 Ci sono poche occasioni per cui vale la pena accendere la TV ... uan di queste e' la domenica sera per veder epresa diretta. BUONA VISIONE Fabio Segnalati da notavtorino.org VIDEO ACCESSIBILI su...

Alla scoperta dell'ultima Tribù: #Lega Nord

 

Alla scoperta dell'ultima Tribù: Lega Nord

 

 
 
Domenica sono stato alla manifestazione della Lega Nord a Milano, il cosiddetto No Monti day, realizzando un video antropologicamente molto interessante. Guardate e fate girare. Qualcuno potrebbe anche decidere di aprire gli occhi: http://www.youtube.com/watch?v=YYDpFpylbB0 ps. I miei canali. Iscrivetevi, teniamoci in contatto: Facebook: http://www.facebook.com/pages/Saverio-Tommasi/11728086497... Twitter: https://twitter.com/#!/SaverioTommasi 


Saverio Tommasi

Proteste con la Francia per la legge sui genocidi

Proteste con la Francia per la legge sui genocidi

 
 
 

Il governo di Ankara ha messo in guardia il presidente francese: se firmerà la legge che punisce la negazione del genocidio armeno, ci saranno delle ritorsioni.

Turkey slams France over Armenian ‘genocide’ bill

 

grazie

Bertolaso indagato per omicidio colposo

Bertolaso indagato per omicidio colposo

 
 
 

L'ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è stato iscritto sul registro degli indagati dalla Procura della Repubblica dell'Aquila che ipotizza il reato di omicidio colposo. La Procura ha aperto un'inchiesta su Bertolaso parallela a quella che ha portato al processo alla Commissione Grandi rischi. Le indagini sono state avviate dalla polizia giudiziaria della Procura della Repubblica dopo la denuncia presentata venerdì dall'avvocato aquilano Antonio Valentini proprio contro Bertolaso in seguito alla diffusione di una telefonata intercettata - avvenuta il 30 marzo 2009 - tra lo stesso Bertolaso e l'ex assessore della Regione Abruzzo, Daniela Stati. Nella conversazione, l'ex capo della Protezione Civile definiva la convocazione degli esperti all'Aquila «una operazione mediatica». «Bisogna zittire qualsiasi imbecille», aveva detto Bertolaso alla Stati, «placare illazioni, preoccupazioni». La telefonata era tra le 2500 intercettazioni disposte dalla Procura di Firenze agli atti del processo per i lavori del G8 alla Maddalena, ma la gran parte di queste non sono mai state trascritte, in quanto non pertinenti con l'indagine. La Procura di Firenze cercava prove che poi ha trovato nei contatti di Bertolaso con l'imprenditore Diego Anemone, finendo per ascoltare la telefonata tra Bertolaso e la Stati, che e' stata quindi girata ai colleghi dell'Aquila.

L'Unione Africana teme Boko Haram

L'Unione Africana teme Boko Haram

 
 
 

Ufficialmente il caso di Boko Haram non appare nel menù del prossimo Summit dell'Unione Africana (UA) previsto i 29 e 30 gennaio. Ma ad Addis Ababa, dove ha sede l'UA, gli attacchi ripetuti del movimento estremista islamico nigeriano sono diventati una grande fonte di preoccupazione.

Il responsabile della lotta contro il terrorismo per l'organizzazione panafricana, Francisco Caetano José Maderia, teme che il gruppo "estenda le sue attività a paesi frontalieri e riesca a penetrare nella regione dell'Africa centrale". Per ora la minaccia è confinata alla Nigeria, dove gli ultimi attentati e attacchi perpetrati a Kano (seconda città più importante della Nigeria situata nel nord del paese) hanno fatto 185 vittime tra la comunità cristiana. L'ultima attacco, avvenuto ieri sera contro una stazione di polizia, si è concluso con almeno un morto.

"Se queste violenze sono circoscritte alle problematiche politiche ed economiche della Nigeria" sostiene Benjamin Augé, ricercatore presso l'Istituzione francese delle relazioni internazionali (Ifri),  "gli Stati Uniti definiscono Boko Haram come un movimento terrorista di natura religiosa con obiettivi regionali".

Per la prima volta, il gruppo estremista nigeriano è stato accusato di avere rapporti con Al Qaeda e la sua rete presente in Maghreb e nel Sahel (Aqmi). Non a caso, ieri si sono riuniti a Nouackchott, in Mauritania, i ministri degli Esteri dei quattro paesi del Sahel (Mauritania, Algeria, Mali e Niger) e una delegazione governativa della Nigeria che ha illustrato i legami tra Aqmi e Boko Haram.

La Nigeria, presente alla riunione in qualità di paese osservatore, sta meditando sull'opportunità di aderire alla rete istituita dai quattro paesi sahelo-sahariani per combattere Boko Haram.

Il Senato approva il decreto svuota-carceri - Dal 2013 chiudono anche i manicomi criminali


Il Senato approva il decreto svuota-carceri Dal 2013 chiudono anche i manicomi criminali - Repubblic
www.repubblica.it
Approvato il decreto per evitare il sovraffollamento delle carceri. Con 226 sì, 40 no e otto astenuti è passato anche un emendamento che decide la chiusura degli ospedali psichiatrici criminali

Tensioni in #Libia: i lealisti occupano Bani Walid

Tensioni in Libia: i lealisti occupano Bani Walid

 
 
 
I miliziani di Warfalla, clan che sostiene il passato del regime di Gheddafi, hanno occupato la città di Bani Walid a seguito di una guerriglia che avrebbe provocato almeno una decina di morti. I lealisti avrebbero sventolato anche le bandiere verdi del Colonnello per la città, in segno di vittoria. Secondo indiscrezioni, anche a Tripoli [...]

#Grillo, vaffan****!




a scanso d'equivoci il titolo sopra è mio. Paolo

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Cittadinanza ai nati in Italia? Per Grillo non ha senso

 

 
 
Per Beppe Grillo lo ius soli è un'arma di distrazione di massa. Il comico genovese scrive così sul suo blog: "La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall'altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della 'liberalizzazione' delle nascite".
 
 
 

Cittadinanza, tutti contro Beppe Grillo. “E’ battaglia di civiltà. Negarla non ha senso”

 
 
 

Beppe Grillo

ROMA. Le associazioni e le organizzazioni promotrici della campagna L’Italia sono anch’io per la riforma della legge sulla cittadinanza replicano alle dichiarazioni diBeppe Grillo che aveva definito “senza senso” la raccolta di firme sullo ius soli, con “il solo obiettivo di distrarre gli italiani dai problemi reali”.

“Il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini che nascono nel nostro Paese da genitori stranieri -dicono- ha il senso di una battaglia di giustizia e di civiltà. 78mila bambini nati in Italia da genitori stranieri, nel solo 2010, sono 78mila buone ragioni per non ‘distrarsi’, per prestare attenzione ad una realtà che rappresenta non solo il futuro ma già il presente del nostro Paese. Ciò che ci appare ‘senza senso’ -scrivono ancora le organizzazioni- è negare la legittimità e l’opportunità di una battaglia di civiltà come quella per il riconoscimento di un diritto fondamentale che riguarda centinaia di migliaia di persone con la motivazione che i problemi degli italiani sarebbero ‘altri’, come se i milioni di immigrati che da anni vivono in Italia e i loro bimbi che frequentano le nostre scuole non condividessero già gli stessi problemi, le stesse gioie, e lo stesso destino. Per fortuna -aggiungono i promotori- il consenso incontrato dalla Campagna l’Italia sono anch’io dimostra che esiste nel Paese una coscienza civile diffusa, che non considera affatto irrilevanti il tema dei diritti, della tutela delle minoranze, dell’uguaglianza e della giustizia sociale. Principi peraltro sanciti dalla nostra Costituzione”.

“Da parte nostra -si legge nel comunicato- con l’umiltà di chi non si arroga il compito storico di risolvere tutti i problemi del mondo, ma con la consapevolezza di concorrere a una battaglia di grande valore democratico, continueremo a raccogliere con rinnovato impegno le firme necessarie per depositare in Parlamento le due proposte di legge di iniziativa popolare per la riforma della cittadinanza e l’allargamento del  diritto di voto alle amministrative alle persone di origine straniere. Tutti i cittadini e le cittadine sono invitati quindi a  rivolgersi ai comitati della propria città per firmare le proposte di legge in questi ultimi giorni di raccolta”.

La campagna L’Italia sono anch’io è promossa da Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza,  Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 – Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco. Sostiene l’iniziativa l’editore Carlo  Feltrinelli. Portavoce del Comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci Graziano Delrio.

 

La replica a Grillo: 78 mila motivi non distrarsi

 
 
 

Le associazioni promotrici della campagna “L’Italia sono anch’io” rispondono a Beppe Grillo, in merito alle sue dichiarazioni sulla cittadinanza ai figli dei migranti.

Qui di seguito il comunicato stampa

 

CITTADINANZA: LE ASSOCIAZIONI REPLICANO A GRILLO. “78 MILA MOTIVI PER NON DISTRARSI”

Il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini che nascono nel nostro Paese da genitori stranieri ha il senso di una battaglia di giustizia e di civiltà. 78mila bambini nati in Italia da genitori stranieri, nel solo 2010, sono 78mila buone ragioni per non “distrarsi”, per prestare attenzione ad una realtà che rappresenta non solo il futuro ma già il presente del nostro Paese.

 

Le associazioni e le organizzazioni promotrici della campagna “L’Italia sono anch’io” per la riforma della legge sulla cittadinanza replicano alle dichiarazioni di Beppe Grillo, che aveva definito “senza senso” la raccolta di firme sullo ius soli, con “il solo obiettivo di distrarre gli italiani dai problemi reali”.

 

Ciò che ci appare “senza senso” – scrivono le organizzazioni – è negare la legittimità e l’opportunità di una battaglia di civiltà come quella per il riconoscimento di un diritto fondamentale che riguarda centinaia di migliaia di persone con la motivazione che i problemi degli italiani sarebbero “altri”, come se i milioni di immigrati che da anni vivono in Italia e i loro bimbi che frequentano le nostre scuole non condividessero già gli stessi problemi, le stesse gioie, e lo stesso destino.

 

Per fortuna – aggiungono i promotori – il consenso incontrato dalla Campagna l’Italia sono anch’io dimostra che esiste nel Paese una coscienza civile diffusa, che non considera affatto irrilevanti il tema dei diritti, della tutela delle minoranze, dell’uguaglianza e della giustizia sociale – principi peraltro sanciti dalla nostra Costituzione.

 

Da parte nostra, con l’umiltà di chi non si arroga il compito storico di risolvere tutti i problemi del mondo, ma con la consapevolezza di concorrere a una battaglia di grande valore democratico, continueremo a raccogliere con rinnovato impegno le firme necessarie per depositare in Parlamento le due proposte di legge di iniziativa popolare per la riforma della cittadinanza e l’allargamento del diritto di voto alle amministrative alle persone di origine straniere.

 

Populismo telematico

 
 
 

Il sig. Grillo non ha perso l’occasione per far parlare di sé e naturalmente gran parte dei media mainstream, quelli che hanno speso solo poche  parole sulla campagna “L’Italia sono anch’io”, che è in corso da mesi,  per depositare in Parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare sulla cittadinanza e il diritto di voto, ci sono caduti. Oggi il comico ha scritto sul suo blog quanto segue:

“La cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della “liberalizzazione” delle nascite”.

Evidentemente Grillo ha vissuto e vive solo in un paese virtuale, dove le persone in carne e ossa non esistono. Perché se vivesse in mezzo alle strade e entrasse in una delle nostre scuole, si accorgerebbe che la società italiana, a lui e alla Lega nord piacendo o no, è meticcia, non da ora ma da tempo. E saprebbe che la prima proposta di adeguare la legge sulla cittadinanza italiana alla realtà delle cose risale come minimo al 1997 e non fu opera di “buonisti” della sinistra politica e partitica, ma di normali cittadini democratici e antirazzisti che pensavano che la costituzione italiana, art.3, non è carta straccia. Il che per noi continua ad essere una qualità e non un difetto.

Che qualcuno scelga il populismo, soprattutto in una fase di crisi economica e sociale come questa, come la strada più semplice per aumentare il proprio consenso, non sorprende. Che gli operatori dei media continuino a dargli spazio un po’ di più.

 

Le associazioni a Grillo: è una battaglia di civiltà

 
 
 

Il riconoscimento della cittadinanza italiana ai bambini che nascono nel nostro Paese da genitori stranieri ha il senso di una battaglia di giustizia e di civiltà. 78mila bambini nati in Italia da genitori stranieri, nel solo 2010, sono 78mila buone ragioni per non “distrarsi”, per prestare attenzione ad una realtà che rappresenta non solo il futuro ma già il presente del nostro Paese».

 Le associazioni e le organizzazioni promotrici della campagna L’Italia sono anch’io per la riforma della legge sulla cittadinanza (www.litaliasonoanchio.it ), replicano alle dichiarazioni di Beppe Grillo che aveva definito “senza senso” la raccolta di firme sullo ius soli, con “il solo obiettivo di distrarre gli italiani dai problemi reali”.

 

«Ciò che ci appare “senza senso” – scrivono le organizzazioni – è negare la legittimità e l’opportunità di una battaglia di civiltà come quella per il riconoscimento di un diritto fondamentale che riguarda centinaia di migliaia di persone con la motivazione che i problemi degli italiani sarebbero “altri”, come se i milioni di immigrati che da anni vivono in Italia e i loro bimbi che frequentano le nostre scuole non condividessero già gli stessi problemi, le stesse gioie, e lo stesso destino».

 

«Per fortuna – aggiungono i promotori - il consenso incontrato dalla Campagna l’Italia sono anch’io dimostra che esiste nel Paese una coscienza civile diffusa, che non considera affatto irrilevanti il tema dei diritti, della tutela delle minoranze, dell’uguaglianza e della giustizia sociale – principi peraltro sanciti dalla nostra Costituzione».

 

«Da parte nostra, con l’umiltà di chi non si arroga il compito storico di risolvere tutti i problemi del mondo, ma con la consapevolezza di concorrere a una battaglia di grande valore democratico, continueremo a raccogliere con rinnovato impegno le firme necessarie per depositare in Parlamento le due proposte di legge di iniziativa popolare per la riforma della cittadinanza e l’allargamento del  diritto di voto alle amministrative alle persone di origine straniere. Tutti i cittadini e le cittadine sono invitati quindi a  rivolgersi ai comitati della propria città per firmare le proposte di legge in questi ultimi giorni di raccolta».

 

La Campagna L’Italia sono anch’io è promossa da Acli, Arci, Asgi-Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca-Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza,  Comitato 1° Marzo, Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, Emmaus Italia, Fcei – Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo Brutta Storia, Rete G2 - Seconde Generazioni, Sei Ugl, Tavola della Pace, Terra del Fuoco. Sostiene l’iniziativa l’editore Carlo  Feltrinelli. Portavoce del Comitato promotore è il sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Anci Graziano Delrio.

 

 

 

 

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Le #carceri “liberalizzate”

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Stefano Anastasia e Alessio Scandurra commentano la privatizzazione delle carceri prevista dal decreto "liberalizzazioni" del Governo Monti per la rubrica settimanale di Fuoriluogo sul Manifesto del 25 gennaio 2012.

Scritto da: paoloteruzzi in carcere | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

24/01/2012

tutto sul #movimento dei forconi

Antologia sul Movimento dei Forconi

 
 
 
Devo alla gentilezza dello stesso lettore questa formidabile rassegna stampa sul Movimento dei Forconi. E' una lettura lunga, ma altamente raccomandabile. Giuliana CHE CIALTRONI QUESTI FORCONI ! FONTE: DURO DI SICILIA (BLOG) Riceviamo e volentieri pubblichiamo Finalmente i Forconi, dopo essere stati etichettati dall'opinione pubblicaenbsp;nazionaleenbsp;prima come fascisti, poi come...
 
 

Sul movimento dei forconi e la rivolta popolare in Sicilia

 
 
 
Pubblico volentieri, grazie alla segnalazione di un lettore, questo articolo, interessante quanto la fonte da cui proviene. Giuliana http://www.sicilialibertaria.it/2012/01/18/sul-movimento-dei-forconi-e-la-rivolta-popolare-in-sicilia/ Mentre scriviamo e' in atto in tutta la Sicilia la protesta organizzata da Movimento dei forconi, Aias ed altre associazioni minori che si sono man mano...
 

Sicilia, dentro il movimento dei Forconi

 
 
 
[Politica italiana] enbsp; da liberainformazione enbsp; Modica, 19.01.2012 | di Enrica Frasca e Francesco Ragusa Sicilia, dentro il movimento dei Forconi Da 72 ore l'isola bloccata dalle proteste di autotrasportatori, agricoltori, pescatori e cittadini enbsp; Continua da oltre 72 ore il blocco della Sicilia organizzato dal movimento "Forza d'Urtoerdquo; per assestare un segnale forte...
 

#romania: decimo giorno di protesta

Decimo giorno di protesta, ma nessuno ne parla. Che succede a Bucarest?

 
 
 
Aggiornamenti su un'altra rivolta cui viene dedicata pochissim attenzione: quella in Romania. Giuliana http://eastjournal.net/2012/01/22/romania-decimo-giorno-di-protesta-ma-nessuno-ne-parla-che-succede-a-bucarest/#more-11791 di Matteo Zola Su quanto accade in Romania e' il silenzio. Da dieci giorni continuano le proteste di piazza contro il governo in carica, guidato da Emil Boc, leader del...

E il governo liberalizza le scorie radioattive

E il governo liberalizza le scorie radioattive
Inserito da:FabioNews info@fabionews.info in data:2012-01-24 14:56:08
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Il bel paese - Informalocale
visto che noi in piemonte siamo quelli che rischiano di più.... giro questa notizia anche su InformaLocale.
Ciao
Fabio

Scritto e segnalato da Mauro Ravarino

 


Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/mario-monti-scorie-radioattive#ix...

 

 

da Fabio News http://www.fabionews.info/View.php?id=12547

 

grazie

E Monti sparisce dal sito web della Trilaterale

 

 Mario Monti Sparisce dalla Commissione Trilaterale Claudio Messora Byoblu Byoblu.Com
 
 
 
 
 
 
grazie
 

Arrivano le Carceri SpA

Arrivano le Carceri SpA

 
 
 

Mario Monti Liberalizzazioni Privatizzazione Carceri Carcere Claudio Messora Byoblu Byoblu.Com

articolo di Valerio Valentini per Byoblu.com

 Davvero curiosa quest’idea di superare le crisi economiche con le privatizzazioni. Continuiamo a vendere, pezzo a pezzo, tutta la nostra struttura statale, fatta di servizi e di istituzioni, ai privati, illudendoci che costoro perseguano il benessere del popolo e non l’impinguamento delle loro tasche. L’idea di fondo sembra essere questa: siccome garantire ai cittadini certi servizi comporta allo Stato costi elevati, allora cediamo la gestione e l’esercizio di quei servizi all’imprenditore di turno, cosicché quei costi se li sobbarchi lui. Ci illudiamo così di aver tagliato le spese e non ci accorgiamo che quello che tagliamo davvero è la nostra libertà, dal momento che, demandando ai privati le gestione di servizi che sono pubblici, veniamo esautorati del diritto di decidere sul modo di far funzionare quei determinati servizi.
 
 
GRAZIE

La Croazia sarà il 28° paese dell’Unione Europea

La Croazia sarà il 28° paese dell’Unione Europea

 
 
 
Nel referendun il 67% ha detto si all' Europa