news da criticamente (occupy wal street, gheddafi, Usa e banche, mes, stabilità europea)

OCCUPY WALL STREET: AL MOMENTO LA COSA PIU’ IMPORTANTE AL MONDO

 
 
 
(Fonte: comedonchisciotte.net) DI NAOMI KLEIN
The Occupied Wall Street Journal
Counter Currents

Ho avuto l’onore pregio di essere stata invitata a intervenire giovedi’ sera all’Occupy Wall Street. 

Dal momento che l’amplificazione era, sfortunatamente, proibita e che ogni cosa doveva essere ripetuta da centinaia di persone perche’ gli altri potessero sentire (alias ‘il microfono umano’), il mio intervento a Liberty Plaza doveva essere molto breve. 

Considerato questo, ecco la versione estesa e integrale del discorso.

(Tratto da: http://www.comedonchisciotte.net)

 
 
Aggiungi a SpecialiCondividiCondividi con notaMantieni come da leggereInvia a

Gheddafi, ultimo atto

 
 
 
(Fonte: altrenotizie.org)

di Fabrizio Casari

E’ finita a Sirte, in una buca di una condotta, l’avventura di Moammar El Ghadafi, beduino e leader della Libia dal 1969. E’ finita in un’anonima ambulanza, avevano detto in un primo momento quelli del CNT, i supposti liberatori della Libia; ma non appena hanno compreso che nessuno avrebbe creduto alla storiella dell’ambulanza, ritenendo molto piu’ verosimile che l’ex leader della Rivoluzione libica fosse stato giustiziato, hanno deciso di raccontare la verita’. “Il colonnello Muammar Gheddafi e’ stato ucciso, la sua era e’ finita”. Cosi ha annunciato Abdel Hakim Belhaj, capo militare del Cnt a Tripoli, alla tv araba al-Jazeera. Il capo militare, noto per essere della corrente islamica, ha aggiunto: “Gheddafi era stato catturato dai nostri uomini e il suo cadavere e’ nelle nostre mani”.

Quindi nessun processo per lui, come avevano annunciato quando la sua cattura sembrava imminente. Per paura che la Nato potesse chiederne la consegna e per evitare che potesse, da vivo ancorche’ prigioniero, rappresentare ancora un catalizzatore per la popolazione libica che non si riconosce nei nuovi feudatari, i nuovi padroni della Libia, hanno deciso di eliminarlo senza troppe cerimonie. Una vendetta tribale, un’affermazione di autorita’ e, insieme, una spavalda rivendicazione della nuova impostazione coranica della giustizia che regnera’ nel nuovo protettorato occidentale a guida islamica.

Scompare cosi, circondato dai suoi ultimi fedelissimi e nascosto nella sua roccaforte, l’uomo che aveva annunciato dall’inizio della guerra la sua intenzione di morire resistendo, ma di non arrendersi o espatriare. E cosi e’ finita la vicenda del leader politico che il 1° Settembre del 1969, militare con il grado di tenente, diresse il colpo di stato con il quale un gruppo di ufficiali deposero il vecchio re Idriss, avanzo della monarchia dominante verso l’interno e dominata dall’esterno. Deposto Idriss, venne deposto anche il dominio delle compagnie petrolifere che della monarchia e del paese erano proprietarie.

Inizio’ quindi l’epoca delle nazionalizzazioni, delle espulsioni di inglesi e italiani cui segui l’adesione entusiastica al panarabismo nasseriano da parte del tenente che, ben presto, si promosse, modestamente, ‘Guida della Rivoluzione’. E siccome non c’e’ guida senza manuale che lo testimoni, nel 1976 decise di ammantare ideologicamente il suo regime, pubblicando il ‘Libro verde della Rivoluzione’, nel quale si fondevano con una discreta miscela di confusione elementi di nazionalismo e panarabismo, eletti ad avversari del marxismo e del capitalismo. Nel 1977 Gheddafi decise di cambiare il nome alla Libia, che da quel momento si chiamo’ Jamahirya (lo Stato delle masse ndr) Araba Libica Popolare e Socialista’.

 Il successo di un regime durato 42 anni si e’ fondato probabilmente nella capacita’ che Gheddafi ebbe di costruire un comune denominatore nel mosaico delle tribu’ e di clan che da sempre hanno determinato gli equilibri interni alla Libia, anche internamente alle due etnie (Arabi e Berberi). Le tribu’ dei Warfalla (i piu’ numerosi), gli Zintan, i Qadhadfa (alla quale apparteneva Gheddafi) e gli al-Magarha, gli az-Zawiya, i Banu Salim, i Meshrata e gli al-Awagir hanno infatti usufruito di un ruolo tutt’altro che secondario nell’amministrazione del governo sul piano territoriale. L’abilita’ principale del Rais libico e’ stata proprio quella di ridurre alla fisiologica compatibilita’ i contrasti interni attraverso una politica fatta di inclusione (di alcuni) e di elargizioni piu’ diffuse.

Pur tenendo con mano durissima le redini del potere politico, infatti, ebbe l’arguzia di dispensare sufficiente potere economico e riconoscimenti formali e sostanziali alle diverse tribu’, concretizzatosi anche tramite un relativo mantenimento di alcune prerogative nella gestione degli affari interni a livello locale. Le risorse straordinarie derivate dalla vendita del petrolio hanno permesso, a suggello, una struttura di welfare-state generalizzata che ha reso i libici la popolazione con il maggior reddito pro-capite del nord Africa.

Quale che sia il giudizio sul regime di Gheddafi, non si puo’ non riconoscere che ha trasformato la Libia da oscura entita’ territoriale nordafricana in paese con un suo ruolo specifico nell’ambito internazionale. Di volta in volta indossando i panni dell’anticolonialista, del profeta dell’unita’ africana (scelta dopo aver constatato che quella araba rimaneva una chimera) ha avuto pero’ molto piu’ seguito all’interno del Paese che nella regione, dove i regimi arabi e nordafricani non hanno mai voluto degnarlo di attenzione, negandogli con qualche torto e con molte ragioni una leadership che il Rais aveva tentato di ottenere con parole e dollari.

Troppe le ingerenze della vecchia Europa coloniale e degli Stati Uniti (e della stessa Unione Sovietica, all’epoca) sui regimi nordafricani e mediorientali e sugli stessi regni del Golfo perche’ il leader beduino potesse assumere un ruolo unificatore. Nei confronti dei regimi vicini, del resto, l’antipatia era ricambiata: non si contano i gesti di disprezzo, quando non di aperta sfida, che l’ex Colonnello ha dispensato in lungo e largo durante gli ultimi trent’anni. E se negli Usa veniva chiamato ‘il pazzo di Tripoli’, nelle altre capitali arabe veniva considerato piu’ o meno un visionario inaffidabile e inattendibile. Della sua passione per stupire e provocare diede dimostrazione plastica nelle visite in Italia, omaggiato e riverito da chi, oggi, senza pudore, definisce la sua morte ‘una bella notizia per il popolo libico’.

Proprio gli Usa, che dal 1979 (quando in una manifestazione venne incendiata l’ambasciata Usa a Tripoli) al 2006 (quando Gheddafi annuncio’ la fine del programma nucleare libico) inserirono la Libia nella lista dei ‘Paesi che sostengono il terrorismo’, cioe’ i paesi che non ricevono ordini dagli Usa, furono decisivi nella messa alle corde del regno del Colonnello. E quando l’Onu (dal 1992 al 2005) gli decreto’ contro un embargo aereo e militare, oltre a sanzioni economiche, Gheddafi tento’ di tessere una tela di relazioni internazionali a 360 gradi con partiti, movimenti e gruppi che all’interno dei rispettivi paesi mediorientali promuovevano l’opposizione piu’ dura. L’illusione del Rais era quella di divenire il leader di ogni rivolta, ma la verita’ e’ che era sopportato solo in virtu’ del denaro che elargiva ai rivoltosi, i primi a considerarlo inaffidabile tanto quanto i regimi contro i quali combattevano.

 Finita l’epoca bipolare, fini anche il ruolo (anche qui, non particolarmente influente) che il Rais si era disegnato nel composita’ eterogeneo che si ritrovava nei Paesi Non Allineati, strutturazione d’altra parte superata da un mondo ormai privo della contrapposizione tra Est e Ovest. Proprio in quell’ambito, in effetti, avrebbero potuto trovare maggiore eco le teorie di Gheddafi: indisponibili a divenire cinghia di trasmissione del modello sovietico, ma fortemente contrassegnati da posizioni anti-imperialiste e nazionaliste, il blocco che vedeva il maresciallo Tito e Indira Ghandi come leader piu’ influenti, aveva potenzialmente un’apertura concettuale alle suggestioni gheddafiane. Ma, anche in quel contesto, il personaggio di Gheddafi diventava il primo killer delle tesi e del ruolo di Gheddafi stesso.

La sua repentina riconversione all’obbedienza verso l’Occidente non gli e’ pero’ bastata a salvargli ne’ il dominio ne’ la sua stessa vita. Furbo, certo; equilibrista, forse. Ma non abbastanza scaltro da non comprendere come finanziare alcuni governi europei in cambio della sua rivalutazione non sarebbe comunque stato sufficiente a paragone di quanto le ricchezze energetiche del suo Paese promettono. Il sipario calato a Sirte e’ stata cosi solo l’ultimo atto di un beduino che volle farsi re, senza capire che il trono su cui sedeva era infinitamente piu’ interessante del sovrano stesso.

(Tratto da: http://www.altrenotizie.org)

 
 
Aggiungi a SpecialiCondividiCondividi con notaMantieni come da leggereInvia a

QUATTRO BANCHE HANNO IL 95,9% DEI DERIVATI USA

 
 
 
(Fonte: comedonchisciotte.net) UNA BOMBA A OROLOGERIA DA 600 TRILIONI DI DOLLARI PRONTA A ESPLODERE

DI KEITH FITZ-GERALD
Global Research

Volete sapere le vere ragioni per cui le banche non stanno prestando e per cui i PIIGS hanno ancora il controllo della situazione?

Perche’ il rischio del mercato dei derivati da 600 trilioni di dollari di derivati non si e’ ancora materializzato. Al contrario, si sta sempre piu’ concentrando in una serie di banche selezionati, specialmente qui negli Stati Uniti.

Nel 2009 cinque banche detenevano l’80% dei derivati dell’America. Ora, solo quattro ne hanno uno sbalorditivo 95,9 per cento, secondo un recente resoconto dell’ Office of the Currency Comptroller.

Le quattro banche in questione sono: JPMorgan Chase & Co. (NYSE: JPM), Citigroup Inc. (NYSE: C), Bank of America Corp. (NYSE: BAC) e Goldman Sachs Group Inc. (NYSE: GS).

I derivati hanno giovato un ruolo cruciale nell’affossare l’economia globale, quindi si potrebbe pensare che i piu’ importanti decisori mondiali abbiano imbrigliato tutto cio’, ma non lo hanno fatto.

(Tratto da: http://www.comedonchisciotte.net)

 
 
Aggiungi a SpecialiCondividiCondividi con notaMantieni come da leggereInvia a

MES, il nuovo dittatore europeo, ratifica entro il 31 dicembre

 
 
 

Sottotitoli in francese

Fonte:  [www.comite-valmy.org]
14 ottobre 2011, Rudo de Ruijter, video de Jozeph Muntenbergh
Traduzione a cura di Nicoletta Forcheri

Un nuovo trattato europeo, di cui nessuno ha sentito parlare? Ebbene si. E’ un trattato che riguarda tutti i paesi dell’eurozona. E non e’ un caso che nella maggior parte dei paesi interessati non circoli assolutamente alcuna informazione su questo trattato. La ragione e’ che e’ molto pericoloso per i cittadini! Non dovreste saperne niente prima che le cose non siano diventate definitive!

Il trattato istituisce una nuova amministrazione europea, chiamata Meccanismo Europeo di Stabilita’ (MES): da non confondere con i predecessori, i fondi di soccorso europei MESF e FSFE, di cui si sente molto parlare nei telegiornali in questi giorni!!! Il FSFE e’ dotato di massimo 440 miliardi attualmente, ossia 1320 euro per euro-cittadino.

Il MES sostituira’ i due precedenti e avra’ la facolta’ di svuotare le Casse degli Stati quando e tutte le volte lo vorra’. Il MES non ha limiti. Il Consiglio del MES sara’ composto dai 17 ministri delle Finanze che ne diventeranno i Governatori. Sono loro che prenderanno le decisioni. I parlamenti nazionali non avranno voce in capitolo sul MES, ne’ sui suoi Governatori che godranno di una totale immunita’ (come del resto tutti i suoi dipendenti).

Fino a oggi Bruxelles ha reso pubblico un unico esemplare del trattato…in inglese! (il 96,5%della popolazione dell’eurozona parla altre lingue!).

TRATTATO CHE ISTITUISCE IL MECCANISMO EUROPEO DI STABILITA’ (ESM)

Fonte: [consilium.europa.eu]

E’ stato firmato l’11 luglio 2011. Curiosamente nessun giornale francese o internazionale vi ha consacrato il sia pur minimo titolo. Il trattato diventera’ definitivo dopo la ratifica dei parlamenti nazionali. Normalmente tali ratifiche sono una semplice formalita’ ed e’ poco probabile che i deputati abbiamo gia’ capito che il testo significa la fine del potere supremo del parlamento, quello di decidere il bilancio. E quando le Casse saranno vuote, anche noi dovremo stringerci la cintura sempre di piu’ per salvare l’euro e le banche.

Bruxelles vuole che i Parlamenti dell’eurozona diano il loro accordo entro il 31 dicembre 2011.

Se agiamo rapidamente, possiamo ancora allertare l’opinione pubblica e tentare di impedirne la ratifica.

Articolo di Rudo de Ruijter

video di Jozeph Muntenbergh

Sottotitoli in italiano (NON A CURA DELLA SOTTOSCRITTA):

 

Link a YouTube : http://www.youtube.com/watch ?v=rFTbIGahzhU

E’ questo il futuro dell’Europa? E’ questa la nuova UE? 

Una Europa senza democrazia sovrana ?

E’ questo che volete ?

Se non lo volete, inviate le petizioni per email ai membri del vostro Parlamento.

Per la Germania tramite Abgeordnete.de

Il trattato diventa definitivo quando i parlamenti dei 17 paesi dell’eurozona lo avranno ratificato. Le ratifiche dovranno avvenire entro il 31 dicembre 2011.

Che aberrazione e’ mai questa ?

Questa e’ stata la mia reazione quando vidi per la prima volta il video. Non e’ possibile una cosa simile!!! Un’organizzazione che puo’ svuotare le casse degli Stati cosi? Viviamo in un paese democratico o no? Ho tuttavia fatta la ricerca dei testi ufficiali, e’ nel Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di Stabilita’ (MES).

TREATY ESTABLISHING THE EUROPEAN STABILITYMECHANISM (ESM) [consilium.europa.eu]

Si possono ritrovare facilmente gli articoli citati nel video (dalla pagina 19). Per il resto del trattato, non ho potuto scoprire niente che potesse limitare questo potere dittatoriale in alcun modo. Ne ho ancora la pelle d’oca!

Ma com’e’ possibile nel contesto dei trattati dell’Unione europea? E’ un ampliamento illegale delle competenze dell’Unione! Cercando ulteriormente, sembrerebbe che siano intervenute tante decisioni discrete, prese rapidamente per rendere «possibile» l’attuazione di questo MES.

Sono sicuro che se dei politici in Francia volessero creare un club, con la prerogativa di potere svuotare le casse dello Stato quando vuole e quanto vuole, non riuscirebbe a ottenere gli adeguamenti di legge necessari, neanche dopo vent’anni! Ma la burocrazia bruxellese riesce persino ad adeguare i trattati in fretta e furia per effettuare il golpe in diciassette paesi contemporaneamente !!!

Lo sprint Bruxellese

Il 17 dicembre 2010 il Consiglio europeo aveva deciso che vi era bisogno di un meccanismo di stabilita’ permanente per rilevare i compiti del Meccanismo europeo di Stabilita’ finanziaria (MESF) e della Facilita’ di Stabilita’ Finanziaria europea (FSFE). Sono piu’ noti in inglese come European Financial Stabilisation Mechanism (EFSM) e European Financial Stability Facility (EFSF). Sono due organismi costituiti tempestivamente, rispettivamente a maggio e a giugno del 2010 per erogare prestiti ai paesi troppo indebitati. Tuttavia per questi organismi mancava una base legale.

Si noti che queste due organizzazioni erano concepite esplicitamente per interventi finanziari ma l’emendamento nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea per istituire il MES consente anche d’istituire altri organismi in qualsiasi altro settore.

L’emendamento giunge il 25 marzo 2011. Per evitare di dovere organizzare nuovamente dei referendum in Europa, si riferiscono all’articolo 48,6 del Trattato dell’Unione europea, che consente al Consiglio europeo di decidere le modifiche negli articoli del trattato purche’ non comportino un ampliamento delle competenze dell’Unione. (Queste decisioni devono ciononostante essere ratificate dai parlamenti nazionali, con quella che e’ normalmente non di piu’ di una semplice formalita’.) L’emendamento consisteva nell’aggiunta apparentemente innocente a un paragrafo dell’articolo 136. In breve l’aggiunta stipula che «i paesi dell’UE che utilizzano l’euro sono autorizzati a istituire un meccanismo di stabilita’ per salvaguardare la stabilita’ dell’eurozona nel suo insieme». Qua non si tratta quindi piu’ esplicitamente di stabilita’ finanziaria, ma anche di repressione degli scontri, di sorveglianza dei cittadini vivaci o di lotta contro qualsiasi elemento destabilizzante per l’eurozona, che potra’ ai sensi dell’emendamento essere deferito di fronte ai nuovi enti europei.

In altre parole l’emendamento costituisce sicuramente un ampliamento delle competenze dell’UE. E’ quindi contrario all’articolo 48.6 del Trattato dell’Unione europea. Ciononostante nessun ministro e nessun parlamento nazionale ha fatto un cenno a Bruxelles dove continuano tranquillamente e rapidamente a redigere il trattato del MES.

Il 20 giugno 2011 i parlamenti nazionali autorizzavano che i compiti del trattato del MES sarebbero effettuati dall’UE e dalla Banca centrale europea.

L’11 luglio 2011 il trattato era firmato. Benche’ la firma fosse annunciata quel giorno dall’apertura di una conferenza stampa cui assistevano decine di giornalisti, il giorno dopo non si e’ potuto trovare nessun titolo sulla firma di questo nuovo trattato europeo ne’ sui giornali francese ne’ sui giornali stranieri. Era forse perche’ Juncker l’aveva annunciato in francese…prima di continuare la conferenza stampa in inglese?

Attualmente il trattato e’ in attesa di ratifica da parte dei parlamenti nazionali: la ratifica deve avvenire tra qui e il 31 dicembre 2011.

Il trattato non e’ ancora entrato in vigore che gia’ si tratta della necessita’ di aumentarne il capitale da 700 miliardi (2100 euro per cittadini dell’eurozona) a 1500 o a 2000 miliardi e cioe’ tra due a tre volte tanto.

Secondo il testo del trattato dovrebbe entrare in vigore a giugno 2013 ma adesso vogliono farlo per il 2012.
Logicamente chiederanno ai parlamenti che accelerino sui tempi di ratifica del trattato. In Germania il soggetto e’ dibattuto gia’. Apparentemente e’ necessaria un’accelerazione poiche’ un numero di tedeschi sempre maggiore si sta svegliando!
Se vogliamoimpiegare l’ultimo cavallo democratico per impedire l’avvento di questa dittatura, dobbiamo rapidamente risvegliare il maggior numero di cittadini e inviare il maggior numero di lettere e di mail di protesta ai deputati, ai politici e ai partiti politici (vedi lista di indirizzo sotto). Aspettare che alter persone lo facciano e’ un atteggiamento catastrofico allo stato attuale delle cose.

Se avete contatti all’estero, inviate loro le informazioni: nella maggior parte dei paesi dell’euro si sa poco o niente al riguardo.

Non appena si siede al trono un dittatore, lo si scaccia non prima di 30 anni e non vogliamo imporre questo ai nostri figli, vero?

Foto per i posteri

Serie di foto di persone a cui si chiedera’ un giorno perche’ hanno messo fine alle democrazie sovvrane in Europa’¦

Link verso la sessione di 30 foto:

http://consilium.europa.eu/council/photographic-library.aspx ?command=PICeamp;pic=1eamp;bid=170eamp;lang=eneamp;rubrique=3736eamp;dateEvent=11/07/2011eamp;id=eamp;picid=60bec2d5-00c7-43eb-8822-7970df493f13

Il seguito al sito: [www.mondialisation.ca]

 (Tratto da: http://www.stampalibera.com)

 
 
Aggiungi a SpecialiCondividiCondividi con notaMantieni come da leggereInvia a

 

news da criticamente (occupy wal street, gheddafi, Usa e banche, mes, stabilità europea)ultima modifica: 2011-10-21T12:53:55+02:00da paoloteruzzi
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento